XI.
VIE E MEZZI DI COMUNICAZIONE

Note di FRANCESCO MUSONI.

Le vie romane.

Le vie romane. La distribuzione delle sedi umane preistoriche fa supporre che fin dai più remoti tempi esistessero strade artificiali nella nostra regione e attraverso la catena prealpina. Esse dovettero certamente coincidere colle vie naturali e coi più depressi valichi montani che sempre furono i primi veicoli alla diffusione dell'umanità e alle relazioni fra i vari popoli. Il loro sviluppo procede di pari passo collo sviluppo economico e civile di ciascun paese: da ciò l'importanza di ricostruirne la storia, risalendola fin dove possibile.

I più antichi documenti che accennino all'esistenza di strade nelle Prealpi Giulie, sono l'Itinerario di Antonino e la Tabula Peutingeriana.

In quello è fatta menzione di due vie, entrambe partenti da Aquileia, di cui la prima toccava Tricesimo e per Giulio Carnico conduceva a Loncium e ad Aguntum; l'altra, detta Belono o Beloio, pur avendo una stazione a XXX miglia da Aquileia, divergendo dalla precedente, conduceva per Larice a Santico e a Virunum[238].

Non si mette in dubbio che quella corrispondesse alla odierna di Montecroce Carnico o di Plöcken; quanto alla seconda tutto induce a credere che risalisse il Canal del Ferro, conducendo per la sella di Saifnitz verso Klagenfurt: strada lungo la quale molte tracce romane furono rinvenute in ogni tempo.

La Tavola di Peutinger ci parla pur essa di una via da Aquileia a Virunum per le stazioni ad Silanos, Tasinemeto e Saloca[239]. Molti autori opinarono fosse la stessa cosa colla Beloio forse perchè conduceva allo stesso punto, forse anche perchè altrimenti non si spiegherebbe l'omissione dalla Tavola della più importante e quasi universalmente ammessa strada del Canal del Ferro: la diversità dei nomi delle stazioni dipenderebbe dal fatto che nell'Itinerario queste distavano maggiormente una dall'altra perchè corrispondenti a giornate di viaggio dei funzionari governativi; nella Tavola eran più frequenti, in quanto che indicavano le varie tappe delle marce militari.

Lo Czoernig però sostenne vigorosamente doversi la «ad Silanos» considerare distintamente dalla Beloio, come quella che da Aquileia conduceva a Cividale, e per Caporetto e il Predil a Virunum, risalendo il corso del Natisone che, secondo lui, traeva origine dal Mons Picis[240], il quale sarebbe stato il Predil stesso, e per la sella di Starasella raggiungeva l'attuale suo letto, proseguendo poi pel medesimo, mentre la valle dell'Isonzo da Caporetto a Tolmino sarebbe stata occupata da un lago[241]. Ma, anche ammessa l'esistenza di una strada romana pel Predil, lo Czoernig si basa sopra presupposti dimostrati falsi dagli studi geologici e paletnologici recenti: poichè nè l'Isonzo mutò corso in epoca storica, nè la sua valle media, dove si rinvennero le vaste necropoli preistoriche, più volte accennate, potè essere un lago a quell'epoca.

L'Ankershofen, pure optando pel Predil, unica via, secondo esso, tra Aquileia e Virunum, è d'avviso però che la medesima risalisse l'Isonzo per Canale e Tolmino, comunicazione ch'egli afferma la più breve tra Aquileia e Virunum, da lui collocata nello Zollfeld sopra Klagenfurt: lungo di essa sarebbero discesi i Celti quando vennero a 12 miglia lontano da Aquileia e per essa Papirio Carbone si sarebbe recato a combattere i Cimbri nel Norico[242]. Tale opinione aveva in parte già emesso il Cluverio per cui la stazione «ad Silanos» era «circa Sontii Hidriaeque fluminum confluentes»[243] e fu pure condivisa dal Reichardt e dal Mannert[244]. Ma è assai improbabile che l'Isonzo a quei tempi potesse essere risalito da una strada per Plava e Canale, date le angustie che in molti punti la sua valle presenta, spesso chiusa tra rupi che le si serrano addosso strapiombanti, come nel tratto fra Selo e Tolmino: e già dicemmo ch'essa venne aperta e resa rotabile dagli arciducali d'Austria solo dopo la metà del secolo XVI allo scopo di far concorrenza alla via del Pulfero, venendo lavorata cogli scalpelli, secondo quanto nel 1615 ebbe a scrivere il provveditore Giovanni Soranzo[245].