— Ebbene, Cecilio, dal momento che ci tenete tanto, bisognerà bene che vi consenta di seguirmi; ma sarà necessario che vi trovi appena giunto ad Ascot un cappello....

— Al diavolo il cappello! È Virginia che io voglio trovare! — esclamò il piccolo duca ridendo.

Si rimisero al galoppo e presto ebbero raggiunto la stazione ferroviaria, dove chiesero al capo se era stata vista sulla banchina della partenza una fanciulla che rispondesse ai connotati di Virginia; ma invano. Il capostazione inviò subito telegrammi a tutte le stazioni lungo la linea e promise di esercitare una sorveglianza rigorosa.

Dopo ciò, comprato un cappello per il piccolo duca da un mercante di novità che stava per chiudere la sua bottega, il ministro Otis proseguì per Bescbey, villaggio posto quattro miglia più distante, che gli era stato detto essere frequentato dagli zingari. Fatta levare dal letto la guardia campestre, questa non potè dare nessun schiarimento e così, dopo aver traversato la piazza del villaggio, i due cavalieri ripresero la strada di corsa e arrivarono a Canterville alle 11, col corpo spezzato dalla fatica e il cuore dall'inquietudine.

Giunti, trovarono Washington e i gemelli che li aspettavano al cancello con delle lanterne, il viale essendo scurissimo.

Nessuno aveva trovato traccia di Virginia. Gli zingari erano stati raggiunti nei prati di Brockley, ma la fanciulla non era con loro. Essi avevano spiegato la ragione della loro partenza precipitata dicendo che si erano sbagliati sulla data della fiera di Charton e che la paura di non giungere in tempo li aveva obbligati ad affrettarsi. Inoltre si erano mostrati desolatissimi della scomparsa della figlia del ministro, il quale aveva loro accordato di accampare nel suo parco.

Purtroppo Virginia era perduta, almeno per quella notte, e fu con profondo accasciamento che il padre e i giovani rientrarono in casa, seguiti dal palafreniere che conduceva a mano il cavallo e il poney. Nel vestibolo trovarono riuniti tutti i domestici spaventati.

La povera signora era stesa su un divano, nella biblioteca, quasi pazza dal dolore, e la vecchia governante le inumidiva la fronte, con acqua di Colonia.

Il ministro volle che essa mangiasse qualche cosa e fece servire la cena per tutti: ma tutti erano muti e i gemelli stessi, sempre vivaci, erano tristi e taciturni per la scomparsa dell'adorata sorellina.

Finita la cena, nonostante le preghiere del piccolo duca, il signor Otis volle che tutti andassero a coricarsi, affermando che non c'era nulla da fare per quella notte, e che il mattino dopo avrebbe telegrafato a Scotland-jard perchè fosse subito posto a loro disposizione qualche bravo agente.