— Volete continuare, signor Podgers? — disse la duchessa con uno sguardo di soddisfazione.
— L'economia non è la minore delle virtù di vostra grazia...
Lady diede in una forte risata.
— L'economia è un'ottima cosa, — osservò con una certa compiacenza la duchessa. — Quando sposai Paisley, egli aveva undici castelli e non una casa che fosse abitabile.
— Mentre ora, — terminò lady Windermere, — egli ha dodici case e neppure un castello!
— Eh!, mia cara, io amo...
— Le comodità, — rispose Podgers, — tutte le comodità dei nostri tempi ed i caloriferi in tutte le stanze... Vostra grazia infatti ha ragione: le comodità sono ancora la sola cosa che la civiltà può darci.
— Voi avete mirabilmente decritto il carattere della duchessa, signor Podgers; volete dire quello di lady Flora?
E, rispondendo ad un cenno di testa della padrona di casa, una piccola fanciulla, da capelli rossi di scozzese e dalle spalle altissime, si alzò sgarbatamente da un divano e presentò una lunga mano ossuta.
— Ah! una pianista suppongo... anzi una eccellente pianista, non è vero? Chi sa, forse una musicista di prim'ordine. Riservatissima, onesta e dotata di un vivo amore per gli animali... È giusto?