Sotto il torbido incubo, l'Istria non sorride più, non scintilla ma pare che un velo in gramaglie la ricopra tutta.

Oh presunzione della geografia mortificata dagli aviatori! I sei piloti, nel centro del mare, a 4000 metri dominano l'Alto Adriatico. Oltre l'Istria ecco l'arco proteso di Grado non ancora raggiunto dalla carica delle nubi bieche; ecco le vene livide del Tagliamento, della Livenza, del Piave. La laguna veneta è sfavillante, è un incendio purpureo. Punta Maestra stende le sue braccia verso la pattuglia reduce da Pola. Un punto azzurro in un gran cerchio argenteo: Comacchio nella sua valle. Oblunghe strisce verdi svaniscono nel nulla della foschìa: le pinete di Ravenna.

I cinque cacciatori, a guisa di sbarazzini dopo la scuola, s'indugiano nel ritorno in bizzarrie, in evoluzioni saettanti, ebbri di luce, di spazio, nell'assoluta signoria del cielo e del mare.

[ INDICE.]

Pag.
Dal giornalismo all'aviazione[1]
Come si diventa piloti[5]
La conquista del brevetto[31]
L'ala estrema d'Italia[49]
La squadriglia esule[81]
Combattimenti su l'Adriatico[107]
Parabole di osservatori e piloti[135]
Le prime «acrobazie» sul caccia[161]
Sul Piave e a Pola[189]

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.