15 aprile.
Eccoti la mia ultima lettera. L’anello che io porto dal giorno che me lo donasti, mi uscirà dal dito soltanto dopo morta. Ciò ti dica se io possa e voglia scordarmi di te. Ah no, Faustino, il nostro amore, chiuso nel profondo delle nostre anime, non sarà una colpa. La sventura che lo ha reso infelice sopra la terra, deve cessare nell’altra vita, dove noi saremo riuniti in eterno, e potremo amarci senza impedimento.
V. Guerra.
Don Aurelio, che da nove mesi non vedeva il suo allievo nè la madre di lui, andò a trovarli a Torino con loro grande consolazione. Un giorno, stando solo colla signora Elisa, le domandò:
— Che ha operato finora il tempo sull’animo di Faustino?
— Ben poco di salutare, disse la signora Elisa levando gli occhi al cielo. La guarigione del suo male sarà lenta, se pure avrà luogo. Egli è diventato malinconico, e soltanto dinanzi a me si sforza di non parerlo. E Luigia?
— Io la vedo rare volte dopo il suo matrimonio. Quell’anima tenera e gentile deve soffrire non meno di Faustino. Ma il soffrire cesserà a poco a poco in ambedue. Il loro amore, spoglio del tormento che ancora lo accompagna, resterà una mesta, ma non dolorosa memoria della loro vita. Il padre di Luigia ha rimesso in ottimo stato i suoi affari; la città intera però lo biasima del mezzo da lui adoperato. Il signor M.* è divenuto un altro uomo. Egli ha riformato sontuosamente il governo della sua casa, veste con elegante proprietà, non ha più l’aria del sanfedista, e quasi sto per dire che pensa come un liberale. Questo miracolo, che fa maravigliare i cittadini, si attribuisce al suo amore per la sposa, e al potere che ella esercita sopra di lui. In compenso di quanto ha tolto a Luigia, il signor M.* la circonda di tutti i piaceri che le ricchezze procurano. Ella però non si appiglia a quelli del lusso, tanto ambiti generalmente, ma a quelli di premiare il merito e di spargere beneficenze.
— Così Brescia avrà guadagnato, se il mio povero Faustino ha perduto, disse la signora Elisa sorridendo mestamente.
— Egli pure ha guadagnato qualche cosa in mezzo alla sua perdita, cioè il raddoppiamento della benevolenza dei Bresciani, che lo compiangono per le care speranze che gli furono tolte. Questo sentimento favorevole e generale de’ suoi concittadini non deve essergli indifferente.
— Le voci di guerra crescono sempre più, disse Faustino entrando. L’alleanza offensiva e difensiva del Piemonte colla Francia si dà per certa.