Mancano a quasi tutti i monti della costa e delle isole della Norvegia occidentale le foreste delle nostre Alpi, ma non mancano però i piccoli quadri pittoreschi della vita umana e della vita animale. Dopo un lungo deserto di scheletri di monti, in un piccolo seno della costa vedi un prato verdeggiante e un boschetto di betule, e lì annidato un villaggio di legno con cinque o sei case, e all’intorno piccole torricelle di merluzzo che seccano al sole, e vedi biondi e rosei fanciulletti e giovani splendenti di salute folleggiare per i prati. Così su qualche scoglio nero come il carbone trovi casette artificiali di pietra apprestate dall’uomo all’eyder che vi annida, preparando ai suoi figliuoli un letto di mollissime piume, che appresterà più tardi voluttà orientali ai molli fianchi delle nostre ricche signore. Quelle anitre norvegiane si sentono così protette dall’uomo, che non si lasciano sgomentare dalla sua presenza, e perfino si lasciano accarezzare dalle nostre mani. Dove una regione è dichiarata vogel-vere, significa che quel luogo è sacro, che lì annidano gli eyder, una delle ricchezze norvegiane, e che per qualche miglio all’intorno è proibito tirare un colpo di fucile, per non spaventare quelle anitre polari. E qui le leggi si ubbidiscono assai più che tra noi, senza bisogno di policemen o di questurini.
CAPITOLO SECONDO
LA GITA A ÖJUNGEN — I PRIMI LAPPONI.
Ritornando un passo addietro, io voglio raccontarvi una gita fatta sull’altipiano centrale della Norvegia per visitare alcuni lapponi, che abitano da tempo immemorabile le montagne che circondano Röros. Il professor Fries, prima autorità in fatto di cose lapponiche, ci aveva detto a Cristiania, che quei lapponi rappresentavano il tipo più puro della loro razza e per animarci a visitarli, ci aveva dato una lettera di raccomandazione per suo fratello, distinto ingegnere che dirige le fonderie di rame di Röros.
Partii dunque il mattino del 15 giugno da Cristiania coll’amico Sommier, con quell’entusiasmo pieno di curiosità e d’impazienza, che ci porta a veder le cose nuove. Il tempo era di malumore e ci ricordava le giornate bizzose del nostro mese di marzo, quando con bisbetica alternativa piove, tira vento e brilla il sole a pochi minuti di distanza. Il malumore del cielo però non poteva passare in noi; perchè un clima interno di calda contentezza ci corazzava contro tutte le intemperie della Scandinavia. Fra due o tre giorni, fors’anche all’indomani, noi avremmo veduti i primi lapponi; come avremmo potuto essere scontenti?
Alle otto del mattino coll’ultimo fischio d’una piccola locomotiva si lasciava la città di Cristiania e si dirigeva la prora dei nostri ardenti desii (come direbbe un secentista) verso Röros. La pioggia rendeva uggioso il paesaggio e si preferiva cercare nell’interno del vagone un’occupazione al nostro pensiero. La guida tedesca del Nielsen, lo studio di alcune parole norvegiane ci rubarono le prime ore del viaggio; poi si passò all’esame del piccolo ambiente in cui eravamo chiusi. Vagoni piccini, ma puliti: fra l’uno e l’altro scompartimento un’urna di cristallo piena di ghiaccio ci offriva acqua fresca per mezzo di un rubinetto argentino; ma non se ne sentiva davvero il bisogno, involti come eravamo ancora nei caldi soprabiti d’inverno. Un immenso cartone appeso al vagone ci offriva una carta geografica del paese che si percorreva, colle stazioni, coi minuti di fermata e con tutte le notizie necessarie al viaggiatore. Un altro cartello dava i prezzi degli alberghi, che avremmo trovati lungo il cammino e dove si sarebbe potuto passar la notte. Eccovi un saggio di queste preziose indicazioni:
| Hotel di Koppang (Centrale) | |||
| 16 camere e 38 letti | |||
| Una colazione con carne calda o fredda, da | Kr. | 1 | a 0,80[3] |
| Un pranzo con due piatti caldi di carne | » | 1,25 | |
| Un pranzo con un piatto di carne fredda | » | 0,80 | |
| Una cena con carne calda o fredda, da | » | 1,50 | a 1 |
| Un pane burrato | » | 0,10 | öre |
| Un caffè o thè | » | 0,20 | |
| Una bottiglia di birra | » | 0,40 | |
| Un bicchiere di latte | » | 0,10 | |
| Alloggio. Una camera | » | 2,00 | |
| Due letti in una camera, ciascuno | » | 1,50 | |
| Tre o più letti in una camera, ciascuno | » | 1,25 | |
Seguono poi i prezzi di due altri alberghi di secondo ordine.
Un vagone norvegiano è una guida e una scuola. Un terzo cartello in lingua norvegiana e in inglese vi avverte di non gettar dalle finestre i fiammiferi o i sigari accasi, perchè potrebbero incendiarsi le foreste, che attraversate.
Passengers are requested not to throw lighted cigars, matches etc. out of the carriage windows. The doing so has occasionally caused turf, heath and thereby forests to be ignited.