— Che follia fu la mia — esclamò il gigante — di lasciarmi indurre a raccontare il segreto della mia vita a quella malvagia donna!

Allora il gigante afferrò il suo tubo di ferro (col quale soleva succhiare il sangue della gente), ma la donna ne aveva messo una estremità sul fuoco. Egli allora aspirò fuoco e cenere e quindi bruciò di dentro come di fuori e tutte le parti del suo corpo, che poterono bruciare, vennero distrutte dal fuoco. Finalmente il fuoco si spense, e col fuoco si spense la vita del gigante.

La donna del mare (Avfruva) (Da Naessebegy)

Una bella notte di luna due fratelli andavano verso la spiaggia ad aspettare una volpe, che soleva andar lungo la spiaggia a mangiar pesci. Mentre stavano là seduti venne fuori dal mare una Havfrue (Sirena?) e sedette sopra uno scoglio poco distante dalla spiaggia. Il più giovane dei fratelli si preparò a tirarle, ma il maggiore lo impedì dicendo:

— Non tirare, potrebbe succederci disgrazia, se tu lo facessi.

Frattanto l’Havfrue sedeva sulla pietra, scioglieva i suoi lunghi capelli e li pettinava.

Il fratello più giovane volle di nuovo tirare, ma il maggiore lo sconsigliò, dicendo:

— A cosa pensi, non puoi lasciarla in pace: essa non ci fa nessun male, perchè vorresti tirarle?

Ma il giovane non si curò di quello che gli diceva il maggiore, egli alzò il cane e prese di mira la Havfrue.

Il maggiore vedendo ciò gridò: