Egli fischiò per radunare i pesci, ma nessun di questi seppe dar notizia della città d’oro. Lo Stenbiten (Anarrichas lupus) non era ancora venuto, ma finalmente arrivò anch’esso.
— Perchè arrivi tanto tardi? — domandò il re.
— La lontra mi aveva acchiappato — rispose lo Stenbiten, — fu a stento che mi potei liberare!
Ma lo Stenbiten non seppe dir niente neppur lui della città d’oro. Il giovane andò avanti ed arrivò al re degli uccelli.
— Buon giorno, vecchio nonno — disse il ragazzo, — mi puoi dare nessuna notizia della città d’oro?
— Non ne so nulla! — disse il re degli uccelli — ma chiamerò i miei sudditi!
Egli allora fischiando riunì tutti gli uccelli, ma nessuno potè dir nulla della città d’oro. Per ultimo venne il cigno.
Questi aveva deposte le uova e gli uomini avevano teso un laccio presso il suo nido, nel quale era rimasto preso. Ne era escito a stento, ma quando finalmente fu giunto non seppe dir nulla neanche lui della città d’oro. Il giovane seguitò la sua peregrinazione senza sapere dove andasse. Mentre camminava vide due figli di gigante che si battevano. Il ragazzo si avvicinò a loro e domandò:
— Perchè vi battete? Si direbbe che siete due fratelli, ma se è così, perchè vi battete?
— Sì, siamo due fratelli — risposero entrambi — e ci battiamo per un berretto ed un paio di scarpe, che abbiamo avuto in eredità da nostro padre.