Baeivve, Manno e Nastek (Il sole, la luna e le stelle)
Pare che i lapponi siano stati grandi adoratori del sole. Era la sola divinità alla quale offrissero olocausti sopra alcune pietre sacre speciali. Friis crede, che la forma rotonda che i lapponi danno ad ogni cosa derivi pure dall’adorazione del sole. Le tende, le capanne, gli steccati per le renne, i cucchiai, i recipienti pel latte sono rotondi; perfino le scarpe anticamente erano rotonde, e non è improbabile che le madri, per l’adorazione che avevano di questa forma rotonda, che a loro pareva la più bella, cercassero di rendere rotonda per mezzo di fasciature anche la testa dei loro bambini. Un resto dell’adorazione del sole si trova ancora nell’uso di spalmare di burro le pareti della capanna, affinchè il sole lo possa struggere quando torna a farsi vedere dopo la lunga notte d’inverno. Pare che adorassero anche la luna.
La luna e le stelle. Al sole, come alla maggior parte degli Dei, davano famiglia, moglie e figli, i quali però non venivano adorati in modo speciale.
Mader-acce è un Dio che si trova solo in un runebom e del quale si hanno poche notizie; abitava in cielo, ed aveva per moglie Mader-akka e tre figlie, le quali però abitano in terra (il che va d’accordo colla idea che i lapponi hanno, che le donne sono molto inferiori agli uomini).
DEGLI DEI DELLA TERRA Le tre figlie di Mader-akka
Ecco come i noaidi spiegavano il modo nel quale nascevano gli uomini. Il figlio del Dio supremo (sopraceleste) riceveva dal padre il potere di creare l’anima e gli spiriti. Quando aveva creato un’anima, la mandava a Mader-acce. Questi prendeva l’anima nel suo stomaco (che per questo stava sempre aperto) e con essa faceva il giro del sole, attraversando tutti i suoi raggi e scendendo per l’ultimo raggio sulla terra, ove consegnava l’anima a Mader-akka sua moglie. Questa la riceveva in sè e formava intorno all’anima il primo embrione. Se doveva diventare un maschio lo mandava alla sua figlia Juksakka, dea dei maschi, se doveva esser femmina la mandava all’altra figlia Sarakka. Quella di queste due figlie che l’aveva ricevuto, lo prendeva nel suo corpo, ne determinava il sesso, e lo portava quindi alla donna che doveva metterlo al mondo. Lo stesso era degli animali. Tutto ciò si faceva tanto bene, che l’anima non poteva venire intercettata da nessuno degli spiriti maligni. Questa idea doveva venire al lappone dal suo modo di vivere, dovendo egli, popolo debole e circondato da altri più guerrieri, ricorrere sempre all’astuzia per difendersi, cercar di nascondersi, e nelle sue migrazioni far lunghi circuiti e tentare di far perder la sua traccia al nemico[37]. Gli spiriti maligni insidiavano all’anima nel suo viaggio per arrivare alla terra come gli tschudi, i kareli o altri popoli perseguitavano i lapponi sulla terra, e per questo Mader-acce la doveva nascondere nel suo stomaco, fare dei rigiri fra tutti i raggi del sole, prima di azzardarsi a scendere sulla terra e farla arrivare attraverso ad altre tre divinità alla sua madre terrestre. Sarakka era una dea molto venerata da tutti, ma specialmente dalle donne incinte. Nei primi tempi dell’introduzione del cristianesimo i lapponi introdussero il battesimo e la comunione nelle loro cerimonie pagane, trasformandoli a modo loro. Dopo che un loro bambino era stato battezzato in chiesa ed aveva ricevuto un nome cristiano, essi lo ribattezzavano nella loro casa in onore di Sarakka, dandogli un nome lappone, col quale dopo lo chiamavano sempre tra loro. Così prima di andare alla comunione in chiesa, mangiavano e bevevano in onore di quella e di altre divinità.
L’altra figlia di Mader-akka, Juks-akka, aveva essa pure influenza sui bambini, e sacrificando ad essa si poteva ottenere, che il feto destinato da Sarakka ad essere femmina potesse cambiar sesso. La terza figlia di Mader-akka, Uksakka, soggiornava presso la porta della tenda o della capanna, e sotto la sua protezione stavano i bambini dopo la nascita.
A queste tre dee era rivolta una grandissima parte nell’adorazione dei lapponi, e sono le sole delle quali rimanga ancora qualche ricordo.
Il Dio della caccia dei lapponi era Laeibolmai. Sotto la sua protezione stavano tutti gli animali selvaggi e specialmente l’orso, che fra loro come fra la maggior parte dei popoli affini, è un animale sacro.
Pare che vi fosse una Dea, forse sua moglie Barbmo-akka, che comandava a tutti gli uccelli di passo.