Tu però, caruccia mia, sei stata educata in modo da esser felice e da far felice chi ti avrà scelta per isposa, e la tua indole è così buona, è così soave, così delicata da rimediare a qualche magagna, che potesse aver il tuo compagno.
E tu lo saprai cercare, e lo saprai trovare l'uomo che ti faccia felice moglie e madre fortunata.
Hai sempre amato le cose difficili, e il matrimonio è la difficilissima delle difficili cose.
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Tu hai sempre a pensare, che il matrimonio è la somma di due esistenze, di due corpi, di due anime, e che messi l'uno accanto all'altro avrebbero a dar per risultato non solo dei figliuoli, ma la perfetta felicità di un uomo e di una donna.
In certi momenti un oh o un ah fuori di tempo può essere uno schiaffo. La parola caro pronunziata in una certa maniera può essere un insulto, e un sospiro può essere una tragedia.
Ah! se gli uomini conoscessero le donne e le donne conoscessero gli uomini prima di abbordare il santissimo sacramento del conjungo; quanti matrimonii di meno, ma anche quanti e quanti infelici di meno!
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Io ho sempre raccapricciato davanti alla presunzione goffa e sfacciata, con cui uomini e donne si danno la mano per sempre, senza conoscersi a vicenda non solo; ma senza conoscere di che sia fatta la pasta umana, senza neppure conoscere l'abbici dei caratteri, senza aver letto la prima pagina del libro dell'anima.
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