Se tu incominci a metter di parte tua settanta o ottanta, al tuo compagno non rimarrà che a dare una quota di trenta o di venti, e la somma tornerà sempre.

Se puoi, dà novanta; sarà più facile trovare chi ti dia dieci.

Conosco matrimonii molto felici, nei quali la donna dà novantanove, e l'uomo non dà che uno. La buona moglie non rimprovera il socio troppo avaro. La somma torna sempre e la felicità è perfetta.

Guai a te, se tu pretendessi dal marito che desse non più, non meno di cinquanta. La tua esigenza lo offenderebbe e il suo tributo alle gioie domestiche scenderebbe subito a proporzioni minime.

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Pur troppo la donna deve dar sempre più di quel che riceve.

Essa è destinata dalla natura al sagrifizio, alla generosità, e sopra ogni altare incensi e tributi e adorazioni son più di femmine che di uomini.

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Esigi poco, esigi pochissimo da tuo marito, e avrai fatto più che metà del cammino, che conduce alla pace domestica.

Così facendo, tutto il di più che ti sarà concesso dall'uomo sempre egoista e sempre meno amoroso della donna, ti sembrerà un dono inaspettato, una cara sorpresa.