—Vedi, mamma, quel giovanotto che abita di faccia a noi, mi ha gettato dalla finestra nella mia stanza questa lettera…. ma io la dò a te….

Le mamme, che pure hanno attraversato tutte lo stesso Orto di Getsemani, e dovrebbero essere esperte del mondo d'amore, quando si tratta delle loro figliuole, hanno tutte una triplice benda sugli occhi e non vedono nulla e nulla indovinano.

E anche la mamma di Emma non sapeva nulla di nulla; per cui cascò dalle nuvole, e afferrando la lettera con impaziente curiosità, quasi avesse paura che le sfuggisse, la nascose, ringraziando la buona figliuola della prova di confidenza che le dava in quel momento:

—Brava, la mia Emma, brava! Grazie…. fa sempre così. Confidami tutto, senza paura e senza scrupoli. Nessuno ti ama più di me, nessuno più di me desidera la tua felicità….

* * *

Emma non rivide più quella lettera, e la mamma non ne parlò mai alla figliuola.

Era una lettera d'amore, come se ne scrivono a vent'anni. Pura e ardente; ingenua come l'ignoranza, calda come la giovinezza.

Nei dieci giorni successivi due altre lettere furono lanciate nella camera di Emma e anch'esse non furono lette che dalla mamma. E anch'esse erano come la prima; ingenue come l'ignoranza, calde come la giovinezza.

CAPITOLO QUARTO.

_La corrispondenza continua.