Non so se il Rinaldini spiccasse il salto o altro avvenisse di nuovo.
So però che un giorno essi si incontrarono allo stesso punto.
Il marchese di Acquafredda con una lettera modestissima chiedeva al padre di Emma la di lei mano.
E proprio nello stesso giorno l'ingegnere Rinaldini, trovandosi alla sera solo con lei nel salotto nel vano d'una finestra, chiese con voce tremante ad Emma, se vorrebbe dividere la vita con lui.
Emma rispose con tutta calma:
—Per ora non voglio maritarmi.
Quanto al padre di Emma, devo dirvi, che lesse la lettera del
Marchese con grande stupore e la passò subito alla moglie.
Non so cosa dicessero tra di loro e come commentassero quella strana domanda. So però che un tragico avvenimento piombò su quella casa fin allora così serena e felice.
Il dottore, partito da Firenze per un consulto a Modena, era morto in vagone fulminato da un'apoplessia.
Vi risparmio la storia del dolore di quella famiglia.