Nascose il capo sulle spalle della mamma, ridendo, singhiozzando, tremando tutta; mentre gli ultimi brividi di un amore senza peccato le facevano vibrar la pelle, come se fosse scossa da una corrente elettrica.
—Mamma, perdonami, se ti ho spaventata…. sognavo non so che cosa….
Per la prima volta taceva qualcosa a sua madre; anzi mentiva.
Quel bacio sognato o ricordato era per lei una colpa.
Emma era da bambina divenuta una donna….
CAPITOLO SECONDO.
Libri e fantasmi.—Sogni e realtà.
Quella notte era passata e dopo quella molte e molte altre, ma Emma non era più la fanciulla lieta, spensierata, vagabonda di prima.
Non giuocava più al cerchio in giardino, non saltava più per le camere, non cantava, nè canterellava più.
Il pianoforte non era più aperto che all'ora della lezione, e rarissime volte l'apriva di tarda sera, quando era sola e per suonare le cose più tristi del Chopin.