L’Angelo Serafino, l’Angelo bianco, lo Spirito Santo, la Vergine Maria, sian tutti in mia compagnia. Angelo di Dio, mio custode, illuminami questa notte, guardami e difendimi, ch’io mi raccomando a te.

Un genere singolarissimo di poesia sacra popolare è quello che ci è dato in Sardegna dai così detti misteri o commedie sacre in versi. Quell’instancabile Canonico Spano, che, parlando di Sardegna, conviene citare ad ogni pagina, ha redento dall’oscurità, ora è poco, uno di questi misteri che correva solo nella bocca del popolo a Ploaghe; giovandosi dell’opera del curato di quel villaggio, Salvatore Cossu; e che fu assai bene illustrato anche da Maltzan.

È un vero tipo della specie. S’Historia de Juseppe Hebreu, Dramma Sard, in due atti; ognuno dei quali ha dodici scene. Noi non daremo che la scena fra Giuseppe e la moglie di Putifarre. Udite la poco casta signora:

Juseppe bello, non fuas

Mirami una pagu in cara;

Et dae me, Juseppe, impara

Ad m’istimare.

Pro te mi querzo olvidare

S’isfera et s’istadu meu;

Non fuas no, o bellu Ebreu,