Barigadu cugumere sinzeru.
Dicono che Perfugas è ignorante e non è vero, favola veramente calunniosa, io voglio farvi vedere una cosa.
Che con facilità si comprende, abbiamo delle signore studiose che fanno la fica a Cicerone in tre vocali del cartellone, già da tre mesi e mezzo fanno chiasso, oggi sanno il ravanello, domani la rapa, posdomani il vero citriuolo!
Principe dei satirici sardi è giudicato Diego Mele di Bitti, il quale ha dedicato una delle sue più belle poesie a canzonare i cittadini di Ula che nel 1855 mostrarono troppo paura del colera. Egli ci racconta il caso di un asino che giunto ad Ula da un paese infetto, viene sottoposto a suffumigi e disinfezioni.
Gavino Cocco ha dedicato un sonetto satirico a un poeta, Matteo Madau, che soleva andare in giro per il suo paese, vendendo le sue opere.
A me inghirias, Matteu, gas’arriadu
De pabiru, et chentu libereddos?
Che lattaju, ch’jughet moitteddos,
Chi chircat ispazare su cazadu
Ea quantos, cilene cherros, has leadu