[615.] Vita scritta da lui medesimo. — Firenze, Le Monnier, 1850, vol. II, pag. 31.

[616.] M. D'Azeglio, I miei ricordi. — Firenze, Barbéra, 1899, vol. I, pag. 81.

[617.] A quelle adunanze, tenute nel 1825-26-27, intervenivano Luigi Cibrario, Costanzo Gazzera, Carlo Boucheron, Lodovico Sauli, Federico Sclopis, Luigi Provana, Alessandro Pinelli, Carlo Alfieri, Cesare Balbo, Giuseppe Grassi, Giuseppe Franchi, l'economista Petitti, e il Mustoxidi, quando si recava a Torino. Ne parla il Cibrario in Notizie sulla vita di Carlo Alberto. — Torino, 1861, Botta, pag. 41, e lo Sclopis in una lettera a F. Odorici, da questo pubblicata nella sua opera Il conte Luigi Cibrario e i tempi suoi. — Firenze, Civelli, 1872, pag. 42.

[618.] Memorie inedite, “Riccardiana„, vol. IV, 8 gennaio 1825.

[619.] Memorie inedite, “Riccardiana„, vol. IV, 21 dicembre 1824.

[620.] 1824, tomo XIII, n. 39, marzo, pag. 145.

[621.] Scritti editi e inediti. — Firenze, Barbéra, 1877, vol. I, pag. 233.

[622.] Vedi la lettera del Vieusseux al Leopardi, dell'aprile 1829; Epistolario cit., vol. III, pag. 259.

[623.] Da lettera inedita a G. Capponi, Parigi, 17 luglio 1837. — Tra quelle lettere alla cui pubblicazione attende il prof. I. Del Lungo co 'l mio aiuto modesto. E perché mi se ne porge l'occasione, e da qualcuno, anche recentemente, è stato mosso qualche dubbio, dirò che in questa stessa lettera il Tommaséo scriveva al Capponi: “Il Leopardi è morto: ho pregato un poco anche per lui. Affettuoso di fondo, credo non fosse; e me lo prova il piacere al Giordani. Non vi ho mai detto questi miei due versi su lui: Natura con un pugno lo sgobbò: — Canta, gli disse irata: ed ei cantò„. Ora dunque cade, pur troppo!, ogni dubbio.

[624.] 1822, tomo V, n. 15, marzo, pag. 485.