Com. Quando alla Censura fosse sfuggita e quindi fosse stata approvata un'ingiuria, non perde per questo il Governo la facoltà di averne soddisfazione dal giornalista o dallo scrittore.
Io. Protesto contro tale ingiusta e falsissima opinione; ma ad ogni modo nel caso mio, quando vi fosse colpa, i colpevoli sarebbero tre: io, Padre Mauro, e S. E. Corsini, ed io sicuramente sarei il meno colpevole, perché quando si stampava il fascicolo di dicembre ero trattenuto in Livorno accanto al letto di mio padre moribondo, e non potei rivedere le bozze di stampa con quella attenzione con cui le soglio rivedere; ma il P. Mauro, ma S. E. Corsini che esercitando la Censura rivedono necessariamente con la prevenzione di trovar cose reprensibili, non seppero veder nulla che non potesse essere approvato.
(Tutte queste interrogazioni del Commissario, e le mie risposte, erano da lui trascritte sopra un quaderno di carta, ed il numero delle pagine scritte fu, se non m'inganno, di 9 o 10. Io non potei non avvedermi che le interrogazioni a me dirette erano state trasmesse a lui in un foglio che egli aveva sotto gli occhi).
Com. Dunque lei persiste ecc. ecc. Badi bene che il Governo dovrà far pesare sopra di lei il suo braccio volendo soddisfazione, ecc. ecc. (ad ogni mezza pagina il Commissario reiterava le sue premure e mezze minaccie per impegnarmi a palesare i nomi in questione).
Io. Ripeto che avendo assunto sopra di me qualunque responsabilità, sono pronto a subirne tutte le conseguenze.
Com. Sappia dunque che lei si è reso colpevole d'ingiurie nefande riguardo a S. M. l'Imperatore delle Russie per l'allusioni fatte alle cose di Polonia in un articolo firmato L. sopra il poema del cav. Curti.
Io. Protesto altamente contro simile falsa, sinistra ed ingiusta interpretazione; dichiaro che non fu mia intenzione né di quello che scrisse l'articolo, di mancare di rispetto a S. M. l'Imperatore delle Russie; bensí è stata colta l'occasione naturalissima che mi si presentava di manifestare un sentimento generoso di compassione per la nazione Polacca.
Com. Lei è colpevole d'ingiurie verso S. M. l'Imperator d'Austria, per avere in un articolo firmato K. X. Y. sopra la traduzione di Pausania fatta dal cav. Ciampi stabilito un confronto fra la Grecia e l'Italia, fra l'Acaia e il Regno Lombardo Veneto; e dato ad intendere che gli Austriaci trattano l'Italia come i Romani trattavano la Grecia.
Io. Protesto contro questa sinistra e falsa interpretazione.
Com. Ha ingiuriato inoltre le varie potenze d'Italia facendo supporre col suddetto articolo, che esse sono nella dipendenza e sotto l'influenza dell'Austria.