«Uno dopo l'altro gli domandammo due arie, cioè tre ore di passeggio. Perchè un'ora sola, lesinata anche quella, non ci dava esercizio sufficiente per conservarci sani:

—Concesso, rispose a ciascuno di noi. Desidera qualche cos'altro?

—Se si potesse fumare qualche sigaretta.

—Lo domanderò al direttore. Se fossero completamente separati dagli altri, non esiterei a dire di sì senza interrogarlo. Lei sa che cosa voglia dire il vizio di fumare. Gli altri che sentissero il fumo impazzirebbero e farebbero un chiasso indemoniato e non avrebbero torto. D'altro?

—Lei sa che noi siamo tutti bevitori di caffè. Se ci permettesse di comperarci la macchinetta, il caffè, lo zuccaro, lo spirito e di farcelo quando vogliamo noi, in camerata?

—Concesso. D'altro?

—Scusi, se abuso.

—Faccia, perchè io sono venuto qui per contentarli.

—Grazie. Senta, ci sono libri che il signor direttore non ci consegna perchè si ostina a considerarli immorali o pornografici. Lei sa che noi siamo abituati a leggere tutto.

—Concessi. D'altro?