[6]. Pubblicato in Firenze, 1838, vol. due, dalla tipografia all'insegna di Dante. Vedi anche Gervinus, Geschichte der florentinischen Historiographie: Frankfurt, 1833.

[7]. Capellae, Commentarii, che dal 1531 al 1542 ebbero undici edizioni. Ranke, Zur Kritik neurer Geschichtschreiber. — Aggiungo ora che il Ranke, a mio avviso, ha qui molto esagerato a danno del Guicciardini, il cui valore storico è confermato dai documenti. V. il mio libro sul Machiavelli, in fine del Vol. III.

[8]. Qui s'allude alla Storia del Capponi, che non era stata ancora pubblicata.

[9]. Discorso storico, cap. I.

[10]. Gino Capponi. Lettere sui Longobardi.

[11]. Tutto ciò che risguarda la divisione delle terre, è stato soggetto di lunga disputa in Italia e fuori. Ne parlò con dottrina il Troya, nella sua opera sulla Condizione dei Romani vinti dai Longobardi; ne parlarono con molto acume il Capponi ed il Capei nelle loro Lettere sui Longobardi (Appendice dell'Archivio Storico Italiano, vol. I e II), e cosí il Manzoni, il Balbo, ecc. La questione versa sulla interpretazione di due passi di Paolo Diacono. Quello che parla della prima divisione, quando i Longobardi presero il terzo della rendita delle terre, è chiaro: His diebus multi nobilium Romanorum ab cupiditatem interfecti sunt. Reliqui vero per hospites divisi, ut terciam partem suarum frugum Langobardis persolverent, tributarii efficiunfur. L'altro invece è assai piú oscuro, ed ha lezioni diverse. La piú generalmente adottata è questa: Hujus in diebus (di Autari) ob restaurationem Regni, duces qui tunc erant, omnem substantiarum suarum medietatem regalibus usibus tribuunt..; populi tamen adgravati per langobardos hospites, partiuntur. Una lezione del secolo X, nel codice ambrosiano, dice invece: aggravati pro Longobardis, hospitia partiuntur. La divisione delle terre (hospitia) e non dei frutti sarebbe piú chiaramente indicata in questa seconda lezione, che il Balbo accetta. Il prof. Capei, però, anche accettando la prima lezione, sostiene che si debba intendere attivamente la parola partiuntur. I vinti divisero le terre coi vincitori, e furono quindi aggravati, avendo dovuto cedere la metà dei loro beni; ma ne vantaggiarono in questo, che l'altra metà rimase loro libera proprietà.

[12]. Vedi, fra gli altri, Gino Capponi, nota al documento 3, nel vol. I dell'Archivio storico italiano.

[13]. Pubblicato nella Nuova Antologia di Roma, 1 Maggio 1890.

[14]. Codice vaticano palatino 772, che contiene la raccolta di leggi longobarde, conosciuta col nome di Lombarda. Primo a scoprirvi, a tergo del foglio 71, le notizie annalistiche fiorentine, fu il bibliotecario Foggini, che le comunicò al Lami, il quale ne pubblicò una parte, con un suo comento. Le pubblicarono poi tutte, prima il Pertz, poi l'Hartwig, e finalmente ne dette una fototipia esatta il prof. C. Paoli, nel primo fascicolo dell'Archivio paleografico italiano, diretto dal prof. Monaci in Roma.

[15]. È un codice di S. M. Novella, ora tra i Magliabechiani, 776, E, A, Conventi soppressi. Sono quarantasei notizie, di cui una parte, cioè le prime venticinque, fino all'anno 1217, furono pubblicate dal Fineschi nelle sue Memorie storiche degli uomini illustri di S. M. Novella, vol. I, pag. 330-332.