[125]. Soldani, Historia Monasterii S. Michaelis de Passiniano pag. 109, citata in Lami, Lezioni, I, 288.

[126]. Nei doc. piú sopra citati, del Passerini (pag. 211), si legge: Domina Sofia dixit et dicit quod est LXXX annorum et plus, et recordatur de destructione Fesularum. E cosí altri testimoni.

[127]. In una sentenza del 30 Dic. 1172 troviamo nominati sette Consoli, il Giudice ordinario e tre Provveditori. I Consoli mettono in possesso il Giudice, huic missioni in possessum auctoritatem prestans. Questo documento si trova con molti simili nell'Arch. fiorentino, Curia di S. Michele. Il prof. Santini ne ha stampati parecchi nella parte II del suo volume, che sarà, speriamo, presto pubblicato. E qui avvertiamo il lettore che citiamo il suo lavoro cosí pei documenti finora inediti, come per quelli già editi da altri, perché furono tutti da lui riscontrati nuovamente sugli originali. Egli noterà forse quelli che ha scoperti e quelli che ha semplicemente riprodotti. Vedi Santini, parte II, doc. I. Nell'Ott. 1181 tre Consoli siedono super facto iustitie, nominatim in mense octobris. Il giudice Restauransdampnum conferma la sentenza (ivi, doc. II). E cosí in altri documenti, sebbene qualche volta si trovino anche due Consoli per un mese. Il 27 Genn. 1197, i Consoli di giustizia sono due, per gennaio e febbraio (S. parte II, doc. IX), e cosí si continua per un pezzo, due giudici per due mesi. Il 28 febb. 1198 i due Consoli sono anche giudici di professione; ma ciò non toglie la necessità di un giudice ordinario. Spinello Spada (ivi, doc. X), il che conferma sempre piú che i Consoli di giustizia non facevano la parte vera e propria di giudici. Dal 1201 in poi troviamo un Console di giustizia, per totum annum (ivi, doc. XIII e XV).

[128]. Il 18 aprile 1201 (v'era allora un Potestà), troviamo solo Gerardus ordinarium iudex cognitor controversie... hanc sententiam tuli ideoque subscripsi, e manca affatto il Console di giustizia, che subito dopo ricomparisce (S. parte II, doc. XI). Sembra che a Pisa fossero di regola nominati giudici speciali, electi o dati a Consulibus et universo populo, che giudicavano da sé, essendo qualche volta presenti i Consoli; altrove erano Consules de Placitis o Assessores Consulum (come a Parma), che giudicavano senza i Consoli del Comune. Ficker III, paragr. 584 e 585.

[129]. Firenze fu prima divisa in Quartieri. L'Oltrarno allora non faceva parte dell'antica Città, essendovi poche «vili e minute genti». Villani, IV, 14. Piú tardi, ma fin dai primi tempi del Comune, essa fu divisa in Sestieri, uno dei quali era quello d'Oltrarno. Nel 1343 (Villani XII, 18) si tornò nuovamente alla divisione per quartieri.

[130]. È del gennaio 1165, e trovasi nell'Arch. fiorentino (S., appendice II, doc. I, pag. 517). È la donazione di una parte di casa, fatta ai membri della Società della torre di Capo di Ponte: tam qui modo sunt, aut in antea fuerunt ex Societate vestre turris de Capite Pontis.

[131]. In due frammenti di pergamena del 1179 e del 1180, oltre un documento, che è in parte del 16 maggio 1209, in parte piú antico, nell'Arch. fiorentino. Anche lo Statuto del Podestà (del 1324) parla delle Società delle Torri. Di tutto ciò discorse minutamente e con molta diligenza il prof. Santini, in un suo dotto lavoro sulle Società delle Torri in Firenze, pubblicato, prima nell'Arch. Stor. It. Serie IV, T. XX, anno 1887, e poi a parte. Nell'appendice II, al vol. piú volte citato, lo stesso autore ha raccolto parecchi documenti su queste Società. Essi sono del 1165, 1179, 1180, 1181, 1183, 1201, 1209, ecc.

[132]. Nel sopra citato lavoro, stampato a parte, pag. 55 e seg., il S. cita molte di queste famiglie, avvalorando le sue asserzioni con la scorta dei documenti.

[133]. In ciò dissento dal prof. Santini. Le associazioni che egli ha potuto trovare in campagna sono poche, d'indole diversa e non molto antiche. Mancava nel contado la base principale, la torre cioè con le case aderenti ed appartenenti a diverse famiglie.

[134]. Anche il Villani (V. 32) dice che Firenze era sotto «la signoria di Consoli cittadini, dei maggiori e migliori della Città, col Consiglio del Senato, cioè di Cento Buoni uomini, e quelli Consoli a modo di Roma tutti guidavano e governavano la Città, e durava il loro ufficio un anno». Ne fissa arbitrariamente il numero a 4 o 6, secondo che la Città era divisa in Quartieri o Sestieri, ed aggiunge, che, parlandone, si citava solo quello di maggiore autorità. L'elezione pare che si facesse nel gennaio. Nel 1202 quelli della prima e della seconda metà dell'anno (1 marzo e ottobre) sono gli stessi, e cosí nel 1204 (15 aprile e ottobre). Tutto ciò proverebbe ancora che non si cominciava il 25 marzo, secondo lo stile fiorentino (V. Doc. del Santini). A Siena si faceva del pari l'elezione nel gennaio, e lo stesso può indursi per Firenze anche dai cronisti.