Anni Mlxxxvj.
Victorio terzo sedecte papa anni j, mesi iiij, dí viiij. Questi ebbe prima nome Disiderio e fue abbate di Monte Casino. E poy fu avelenato nel sacrificio del calice per uno suo diacano, onde morí. Al costui tempo si cominciò l'ordine Cartusiense.[275]
Anni Mlxxxviiij.
Urbano secondo sedecte papa anni xj, mesi iij, dí j; vachò la Chiesa dí xv. Nel costui tempo Baimondo nobile duca di [Puglia][276] con li cristiani, crociato, andò oltremare e racquistò il sancto sepolcro di Cristo.
In questo tempo nella città di Mirra,[277] essendo già distructa, da' cictadini della città di Bari, l'ossa del beato sancto Niccolaio furono traslatate. Ancora nel decto tempo la grande e nobile città di To[ledo] in Ispagnia per li cristiani fu tolta a' Saracini. Et in questo tempo fiorí il valente huomo Anselmo[278] in Inghilterra, il quale fue in prima abbate e poi vescovo di Conturbiero; il quale di vita e di scienzia fu maraviglioso. Questo Urbano papa fece il primo Concilio a Claramonte, nel quale s'ordinò che l'ore dell'uficio di sancta Maria si diciessono ogni dí, e l'uficio suo si facesse solempnemente il sabato. Nel decto Concilio s'annuntiò prima anni x[279] con grandissimo pianto, come Ierusalem era perduta e venuta in servitú de' cani Saracini, e che lxxm di cristiani v'erano morti per la difensione della fede; e sopracciò chiese aiuto e consiglio.
Ancora il decto Papa fece il secondo Concilio in Francia alla città del Torso, nel quale indusse e provocò quasi tucto l'Occidente, e spetialmente la gente di Francia, al passaggio d'oltremare: e raunati furono con Arrigo imperadore, e tennero e per terra e per mare per lo strecto braccio di San Giorgio e passarono in Gostantinopoli, e poi arrivarono nella città d'Antioccia. E di questo hoste fu capitano Goctifredi di Buglione duca di Locteringia e il conte di Bosce,[280] 'l conte Filippo di Fiandra, il conte di San Gilio e altri assai grandi e nobili baroni. Et inanzi ch'elli prendessono Antioccia, il beato sancto Andrea appostolo apparve visibilmente a uno villano saggio provenzale, huomo semplice e di buona vita, e disse a lui: — Vieni e mostrami la lancia con che Cristo fu fedito nel fiancho. — Il quale villano, presa la cictà d'Antioccia, in presentia di R.[281] conte e del cappellano suo, cavò con uno marrone nella chiesa di san Piero, là ove gli era rivelato, e quivi trovò la decta lancia; e ciò fu nell'anno del Mlxxxviiij. E di ciò dubitando molte persone, ch'ella non fusse la diricta lancia con che Cristo fu fedito, uno cavalieri saggio, ch'avea nome Bartolommeo, a cui Cristo era apparito, elli certificò della lancia, la quale era lunga xiij piedi. Elli fece fare uno grande e maraviglioso fuocho, e pianamente colla lancia in mano passò questo fuocho sanza nullo dannaggio. E cosí l'oste de' Cristiani, vedendo il miracolo, confidandosi in Cristo e nella lancia con ch'elli fu fedito, con isperanza di ben fare andavano inanzi, non dubitando; e presono per forza la città di Tolomaida, che oggi s'apella Acri, e poi presono Tripoli, Alexandria e Damiata e il Conio e Castelpellegrino e quasi tucta la Terra Sancta, salvo Ierusalem; e aportaro a Cesaria. E stando loro a Cesaria, apparve loro sopra l'oste una colomba candida, la quale fu fedita da uno sparviere, e cadde in terra, e fulle trovato socto l'alia diricta una lectera che si conteneva in questo modo: — Il rege di Charon al duca di Cesaria salute. Generatione[282] canina viene, giente di tencione, contra i quali parte[283] e per altri la gente tucta difende: e le decte cose anuntia agli altri cictadini dintorno da te. — Poi si levò l'oste e andonne in Gierusalemme, e quivi puosero l'asedio, e per forza l'ebbono. La qual terra è in montagna e non ha pozi né fonte né fiumi, se non la fonte di silice, nella quale àe abondevolmente assai acqua. E poi che questa città fu disfacta per Tito e per Vespasiano, si era grandemente rifacta[284] per uno signiore ch'ebbe nome Ellio Adriano; ma non la rifece in quello luogo medesimo dove era posta prima. E ciò sappiate che 'l buono duca Goctifredi morí in quello hoste, faccendo molte bontadi; e fannone memoria i libri che parlano di lui, E fu seppellito nella decta città. Et era da tucti appellato rege e principe. E nel secondo anno della sua signoria passarono in quello passaggio piú di ccm. di persone.
In quest'anno, il dí di san Benedecto, fu fondato il nobile munisterio di Cestella nel vescovado Cabillonese.
Anni Mc.
Pasquale secondo, nato di Bleuda[285] in Toscana, sedecte papa anni xviij, mesi iiij, dí xxiiij; vacò la Chiesa dí iij.
Nel tempo di costui Arrigo quarto re de' Tedesci con grande hoste venne in Toscana, per essere coronato dello Imperio d'oriente.[286] E mandò lectere al Papa e ambasciadori, nelle quali si conteneva ch'elli rifiutava tucte le investiture de' vescovi e altri cherici, delle[287] quale s'era facto per adietro grande quistione intra lli papi e li 'mperadori. E mandò a dire che di tucte le decte cose elli e i suoi baroni voleano con saramento fermare. Onde facto questo per volontà del Papa, venne ad Roma per suo comandamento. E nell'entrare che Arrigo fece nella terra di Roma, si li fece incontro tucto il chericato col popolo e li nobili della cictade; ed entrò dal lato di Monte Mallo col maggiore honore che mai entrasse alcuno signiore. E 'l Papa si li fece incontro insino in sulli gradi di fuori delle reggi di San Pietro con li cardinali e vescovi. E giungendo, lui s'inginocchiò e baciò amendue e' piedi al Papa. Poi il Papa si baciò con lui in viso e in fronte, segnandolo e benedicendolo, e rendersi pace. Poi si presono per mano e venneno insieme insino ad la porta argentea, nel quale luogo datosi pace insieme....[288] Ma poi che furono ad porta[289] porficha, il Papa gli dimandò il saramento sopra la quitanza sopra la investitura della dignità de' cherici. Lo Imperadore, avuto sopra ciò consiglio, si prese il Papa per forza e li cardinali, e tucti gli misse in prigione, con favore e consentimento de' Romani. E questo fu nell'anno Mcxiij.