In questo anno s'aprese il fuogo in Firenze appresso agli Uberti che reggiavano[297] la Cittade, e quasi tucta l'arsero che poco ne campò. E molta giente fu morta per fuoco e per ferro.

Anni Mcxviij.

Gelagio terzo, nato del Regnio, della città di Gaeta, sedecte papa anni j, mesi v; vacò la Chiesa dí xxiiij. Questi per paura d'Arrigo imperadore con li cardinali n'andò ad Gaeta, e quindi per mare n'andò in Francia, in Cluniaco di sopra scripto. Quivi morí e fue sepellito.

In quest'anno i Pisani andarono ad hoste sopra Maiolica, e francamente per forza di bactaglia la presero, e portaronne uno paio di porti di metallo intagliate molto nobile, e due colonne di profèrito. Le quali porte sono poste alle mastri porti della chiesa maggiore di Pisa; e le due colonne di proffèrito donarono a' Fiorentini, per cagione ch'e' Fiorentini guardorono loro la terra quando erano ad hoste. Queste due colonne furono poste dinanzi alla mastra porta di levante del beato Giovanni Batista in Firenze.

Anni Mcxviiij.

Calisto secondo, nato di Borgognia, figliuolo di Conte,[298] sedecte papa anni v, mesi x, dí xiij; vacò la Chiesa dí V. Questi, essendo arcivescovo di Vienna, doppo la morte di Gelagio papa, nella città di Damiata, di concordia de' cardinali, fu facto papa; il quale tornando ad Roma per la Proenza e per Lombardia e per Toscana, e in ogni luogo dove capitò, allegramente fue ricevuto. Ma Bordino,[299] il quale era facto per Arrigo imperadore, udita la sonante boce che 'l giusto Papa veniva, si partí da Roma e andonne a Sutri; nel quale luogo il popolo di Roma l'assediarono, e per forza ebbono Sutri e presono il decto papa Bordino e recarlo ad Roma, in su 'n uno chamello col viso volto alla groppa di dietro, e teneva la coda in mano per freno; e poi lo missono in prigione.

Nel primo anno del decto Papa, i Pisani andarono ad hoste sopra Maiolicha, e i Fiorentini guardarono la città di Pisa. E presa Maiolicha per forza, sí ne recharono molte dignitadi e gioie, come decto è disopra.

In questo tempo l'ordine de' signori Tempieri, che sono decti cavalieri del Tempio, si cominciò.

In questo tempo lo imperadore Arrigo, tornando il suo cuore ad coscientia, la investitura de' vescovi e altri prelati, per anello e per bastone, ad Calisto papa rassegniò e concedecte: della qual cosa molto avea combactuto con papa Pasquale. E volle che per tucte le chiese dello Imperio il Papa facesse le electioni, e tucte possessioni e dignitadi di Sam Piero, le quali avea vendute o in altro alienate o baractate, per la cagione della discordia ch'avea auta colla Chiesa o per niuna altra cagione, liberamente le fece rendere; e tucte l'altre possessioni, le quali avea tolte ad altre chiese o a cherici o a laici per cagione della decta guerra, fedelmente dispensò che tucte fussono rendute.

Nel decto tempo Calisto papa, ad reverenzia del beato Iacopo appostolo, il vescovo di Compostella fece arcivescovo; al quale soctopuose tucta la provincia Emeritana.