Questi,[334] il primo anno, entrò nel reame di Cicilia e vinse tutta la terra di Pulgla infino a Nnapoli; ed asediò Napoli continuamente per iij mesi passati. E fue in quella osste sí grande infermeria che gran parte di baroni e chavalieri infermaro e morirono; e llo 'nperadore medesimo v'infermò, e con pocha gente tornò adietro. Questo Inperadore tolse per molgle la nobile donzella Gostanzia filgluola del re Guisscardo di Cicilia. E nel quarto anno del suo inperiato elli vinse tutto il rengno di Pulgla; e molti che ssi fecero suoi rubelli a morte ed a pena tormentò; e Tancredi filgluolo del re Tancredi di Cicilia suo rubello, lui e la molgle Margarita menò presi nella Mangnia prigioni.

Mclxxxxiij ani erano consoli di Firenze messer Alberto conte di Mangone e messer Iacopo Usinbardi.

In questo anno Mclxxxxiiij anni, il decto Arrigo inperadore prese Salerno per forza, e tucto il rengno di Cicilia e tutto il retaggio della reina Gostanzia, cioè Cicilia, Pulgla e Calabra; la quale conquistò il predecto Ruberto Guisscardo per forza di lancia, e trassela di mano di Saracini;[335] la quale possedea il Saladino soldano e 'l grande Massamuto di cavalleria e lo nobile huomo Sirii di Baruti.

Erano consoli di Firenze messer Catalano Salandri della Tosa e messer Uberto delli Uberti. Poi nel Mclxxxxv anni fue consolo di Firenze messer Lanberto Lanberti e messer Ubaldo Usinbardi. Poi nel Mclxxxxvj anni fue consoli di Firenze messer Aldobrandino Barucci e conpangni.

Poi nel Mclxxxxvij anni, del mese d'ottobre, morio il detto Arrigo inperadore in Cicilia nella città di Palermo; a grande onore fu sopellito.

In questo anno erano consoli di Firenze messer Conpangno Arrighucci e messer lo Schiatta delli Uberti. Poi nel Mclxxxxviij,[336] esendo consoli di Firenze messer Davizzino della Tosa e messer Gherardello di Vissdomini,[337] i Fiorentini disfecero Frondingnano, e l'asedio si puose a Simifonti, nobile e fortissimo castello ch'era di conti da Certaldo.

In questo anno Mclxxxxvij fu disfatta la roccha di Saminiato del Tedessco da' terrazzani.

In questo anno fue generale pace per tutta Ytalia.

Anni Domini Mclxxxxviiijº.

Inocentio terzo, nato di Campangna, filgluolo di Trassmodo, sedette papa anni xviij, mesi iiij, dí xxiij; vacò dí iij. Questi fue consecrato papa il dí di Chattera San Pietro; e quanto elli fue grorioso nell'opere di vertute, elli fue manifessto. Tutte le sue opere fuorono di misericordia: elli maritava femine povere e popille, e tal mettea in monistero, e consolava orfani e vedove, e facea ponti e spedali; e fece lo nobile spedale in Roma di sancto Spiritu; e rinnovò la chiesa di san Sixto papa; e conpuose dicreti e dicretali e sermoni, e conpuose il libro della misera[338] conditione dell'umana generatione; e molte altre cose fece gloriose. Elli diede a tutte le chiese di Roma una libra di fine argento per fare calici, in cotale patto ke mai non si potesse vendere sotto di certa pena.