Elgl'è vero ke questo Federigo secondo fue huomo mirabile e di grande intendimento: elli conobbe ed ebbe in sé tutte le grandi bontadi ch'omo del mondo dovesse avere. Quando elli fue allo 'ncoronare si vi fue tutte l'anbascerie del mondo, Cristiani[370] ed ispezialmente di Fiorentini molta nobilissima:[371] donde li Pisani ne portarono grande invidia, usando contra i Fiorentini oltraggiose parole e fatti. Onde i Fiorentini conbattero co lloro, e fedirlli e ucciserli con grande danno e disonore di Pisani. Allora si coninciò la guerra tra Pisa e Firenze.

Mccxxij anni. Esendo podesstà di Firenze messer Ugho Grigorii di Roma, grande guerra si coninciò tra li Pisani e li Fiorentini; e a dí xx di lulglo i Fiorentini andarono ad oste sopra il terreno di Pisani; e' Pisani, volendo risistere contra li Fiorentini, usciro[372] di Pisa, popolo e chavalieri, e fecero battalgla grandissima e perdero; e' Fiorentini ebero la vittoria sopra di loro, nel piano di Morici al castello del Bosso; dove fue grande mortalità, e xvc. di prigioni Pisani ne fuoro menati presi in Firenze.

Nel Mccxxv[373] anni i Fiorentini asediarono Fighini e l'Ancisa e poi l'ebbero e disfecerlo; ma poi rifecero l'Ancisa. E in questo anno valse lo staio del grano soldi xvij.

Anni Domini Mccxxvj.

Grigorio nono, nato di Campangna, huomo di gentile linguaggio, sedette papa anni xiiij, dí x; vacò dí xx. Questi era inprima cardinale vescovo d'Osstia, ed era il piú drudo e caro amico che llo 'nperadore Federigo avesse in corte; ed avea nome messer Ugolino. E fue eletto papa a dí vij di marzo apo Settesolglo.[374] Questi fue poi il magiore nimico dello 'nperadore k'elli avesse nel mondo. Elli canonizzò la beata sancta Helisabet, filia del re d'Ungaria. La quale un giorno, essendo pulzella delle piú belle del mondo e delle piú amaestrate in iscritura, si era piena di tanta limosina e caritade ke nulla cosa si lassciava a dare per Dio; ed ispendea e donava per suo amore tutti suoi vestiri e gioielli, e tutto il pane levava delle mense e dava a' poveri, ricevendone molte vergongne dal padre e da la madre e dalle sue cameriere. Or avenne un giorno che llo re d'Ungaria suo padre fece una grande festa, dove convitò molti baroni e chavalieri, per maritare Ysabetta sua filia al filgluolo dell'Antigrado della Mangna. E quella stando alle finestre della camera, e vide molta quantità di poveri ch'aspettavano la limosina, celatamente fece torre per suo comandamento tutto il pane della casa e fece[375] dare per Dio a' poveri; e finalmente vi ne canparo[376] v poveri ke nonn ebero limosina. E Llisabetta si mosse, e tolse il pane ch'ella dovea desinare colle sue cameriere, e portavalo in grenbo per dare a' poveri; si ch'all'uscire della camera, il Re co molti baroni le si fece incontro per farle vergongna, fecesi mostrare quello c'avea con seco. La faccia le coninciò ad arossare ed a inpiersi di paura e di vergongna, e mostrali il grenbo; e questo pane fu diventato tutto rose bianche e vermilgle: ed era per la passqua della Nattività di Cristo all'uscita di dicenbre. Donde tutta la corte e 'l reame si n'enpieo, e quivi fue la maggiore fessta del mondo; e tutte[377] le tavole si trovaro piene di rose e di fiori e di pane biancho, e tuttavia crescea.

Questo Gregorio papa confermò tucto ciò k'avea facto papa Innorio suo anticessoro; e tolse per sentenzia l'antigrado di Toringia allo 'nperadore Federigo. E volendo elli celebrare Concilio ad Roma, ed essendo per mare e per terra per lo 'nperadore istrette le vie e' passi, venendo due cardinali d'oltremonte a corte, ciò fue messer Oddo e messer Iacobo vescovo di Penestrino, con molti cherici e plelati[378] di sancta Kiesa al Concilio in soccorso della Chiesa, da' Pisani per comandamento dello 'nperadore, a Monte Argentaio, fuorono presi e tursati in mare.

Questo Papa fece fare a frate Ramondo, suo penetenziere e capellano, dell'Ordine di predicatori, di tutti i velumi de' Dicretali fece fare un libro; e comandò ke per tutti i maestri fosse usato e insengnato.

Questi, avendo grande briga collo 'nperadore, era quasi in Roma assediato: e lo 'nperadore avea già preso[379] per forza tutto il patrimonio di San Pietro e quello della Kiesa, e tutti i grandi di Roma erano corrupti per pecunia, e da neuno potea essere atato né consilglato; si tolse le capita delgli apostoly santi, e portando queste sante orlique a processione dal Laterano infino a San Piero, per la qual cosa rappellò a ssé li animi delli omini di Roma, e grande pianto di pietade, tutti gran parte si sengnarono di croce contra lo 'nperadore. Per la qual cosa lo 'nperadore udendo e vedendo ciò, maravilglossi forte, che ssi vedea rivolta la gente contra sé, e credeasi intrare in Roma e fare tutte le sue volontadi; per questa paura si ritornò indietro.

Questo papa canoninzò il beato Domenico di Spangna, maestro e capo dell'Ordine sancto di frati predicatori, il qual era stato soppellito in Lonbardia nella città di Bolongna, concorrente gli anni Domini Mccxxiijº; essendo passati xviij anni da quello giorno al die della confermagione dell'Ordine, e anni viij dalla sua morte.

Mccxxviij anni, alla singnoria di messer Andrea Iacopi de Perugia i Fiorentini andarono, popolo e chavalieri col carroccio, sopra la città di Pistoia, e le borgora infino alle mura, intorno intorno, tutto guasstaro; e disfecero Monte Fiore, una bella torre, e lo castello di Carmingnano. Poi vennero alle comandamenta di Fiorentini, e fecero pace.