Mcclxxxxiiij.
Bonifazio ottavo, filgluolo di Liffredi chavaliere, nato della ccità d'Anangna, della casa di Gatani, sedette papa anni viij, mesi viiij, die xviij: vachò la Chiesa die xj. Questi essendo prete cardinale di sancto Martino in Monte, avea nome Benedetto Guatani. Elli fece dicreto ke nella Kiesa di Dio, in ongni cittate o villa o castello, iscomunicata od interdetta, si potesse iiij volte dell'anno sacrificare e cantare messa palesemente al popolo cristiano: l'una si è per la Natività di Cristo filgluolo di Dio, la seconda per la Surexione, la terza per la Pentecosta, la quarta per Sancta Maria d'agosto. Eli fue eletto papa la vigilia della Natività di Cristo. Elli venne colla corte a Rroma, e fue coronato a die xv di gennaio. E tantosto ch'elli fue coronato, mandò ij cardinali in Francia, per fare concordia intra llo re di Francia e llo re d'Inghilterra. Elli candelezzò[463] ad Orbivieto Lodovico re di Francia, il quale morio esendo ad osste sopra lo re di Tunisi.
E ciò sappiate, che da san Piero infino a Bonifazio sono stati cc. Apostolici; e da Iulio Cesare infino a Federigo secondo, lxxxxv Inperadori e xv in conpangnia di padre e di fratello.
Elli fue huomo[464] di perversa natura e di grande coraggio, ed asultoe[465] la Chiesa meravilglosamente.
In questo tenpo sancto Bartolo, prete di Sancto Gimingnano, santifichoe e fece meravilgle grandi.
Mcclxxxxv anni.
Alla singnoria di messer Matteo di Maggio di Bresscia, si fondò la grande ecclesia di sancta Croce; e a' dí xviiij del detto mese si fece la pace tra lla casa delli Adimari e de' Tosinghi: e quasi tutte le paci si fecero intra Guelfi solamente, per essere a una concordia a uccidere il popolo. Concordati li Grandi insieme, e facto intra lloro giura pensatamente, con serralgli e con saettamenti, e co molta gente e fortezze armati, lo die de sancto Romolo, die vj di lulglo, con parola e volontade di singnori Sanatori che reggevano la cittade di Firenze, manomisero il popolo per tutta la Cittade; e conbattendo quasi tutto il giorno a cavallo ed a piede in tutte parti, i Grandi da' popolari per la grazia di Dio fuorono isconfitti, non avendo il popolo alkuno capo di suo aiuto. In quello giorno tutti li Grandi ebbero a sospetto la casa di Cerchi, per cagione che non fue co lloro sopra il popolo. E 'l Comune di Lucca, conti Guidi e conti Alberti, Pratesi, Pistoiesi e Saminiatesi e tutti i nobili del contado vennero inn aiuto de' Grandi, e 'l popolo sanza capo fu vettorioso: donde i Guelfi in quello giorno ebero grande paura di non perdere la terra. L'altro giorno il popolo mise a terra il palagio di Cantino di Vissdomini. Ed allora era capitano del popolo messer Carlo da Spuleto, savio e leale huomo e grande difenditore del popolo; ed era priore al governamento della terra Noffo Guidi, messer Lapo Salterelli indice, Tingnoso Bellanda, Amannato Rota Becchenugii, Amadore Ridolfi, Milglore de' Guadangni, e Cante Guidalotti gonfaloniere. Poi del mese di settenbre morio l'arcivescovo di Pisa e lo vescovo di Bolongna, anbedue[466] nati della casa delli Ubaldini; e 'l vescovo di Firenze, messer Andrea di Mozzi, fue dissposto e fatto vescovo di Vincenzio.[467] E morio l'arcivescovo di Milano.
In questo anno papa Bonifazio fece fare la pace tra llo re Giacomo di Ragona, il quale per forza tenea il rengno di Cicilia, e lo re Carlo secondo; e tolse per molgle[468] la filia del re Carlo a patto e condizione ch'elli lasciasse il rengno, e dielli per dota centomilia libre di grossi tornesi, ed ongn' anno per sopragiunta d'infino a xij anni, ongn'anno li dovesse dare la Chiesa di Roma xijm. libre di grossi tornesi. E fue ricomunicato e benedetto, e fue fatto canpione e gonfaloniere della Chiesa, e lasciò il reame. Tantosto ch'elli fue fuori del reame, i Ciciliani tutti si cosarono[469] quasi morti. Incontanente Federigo terzo suo fratello, colla volontade e richessta di baroni di Cicilia, montò in sul reame, e possedettelo in tenpo di pace e di guerra.
Mcclxxxxvj anni.
Lo die di kalendi aprile, esendo i Bolongnesi ad oste sopra la città d'Imola, ardendola e guastandola, Maghinardo da Susinana con sua gente andò incontro a' Bolongnesi, e nel piano di Santerno fece battalgla co lloro, e quivi li sconfisse: tra popolo e chavalieri piú di mcccc. fuoro li morti.