A dí XV del decto mese il re di Scozia si rubellò da messer Aduardo re d'Inghilterra, e fece battalgla co llui in canpo con piú di xijm. chavalieri tra ll'una parte e l'altra: il re di Scozia fue sconfitto. Avuta la vittoria, venne in Guascongna sopra le sue terre che lli erano rubellate, e teneale per forza lo re di Franzia; e quivi prese v cittadi, e puosesi ad oste sopra la città di Bordella, e finalmente e' ll'ebe a suo comandamento.

Item a dí xv di maggio, intra 'l mare di Cicilia[470] e quello di Romania, si scontrarono navi di Viniziani e di Genovesi, e fecero battalgla molta forte e crudele; le navi di Viniziani erano lxxxxv, quelle di Genovesi erano lij, de le quali i Viniziani presero xxxiiij a prigione.

Die xiiijº di lulglo, tenendo la terra di Forlí in Romangna Maghinardo da Susinana, per gli Orgolglosi fu tradita e data di notte tenpora a messer Malatesta da Rrimine ed a messer Guido da Ponente di Ravenna ed a' singnori da Calbuli. Per la qual cosa lo romore si levò nella terra, e Maghinardo, ch'era ad osste sopra Castelnuovo, lasciòvi ij capitani ed alquanta gente forniti, ed elli si mosse, e 'l conte Galasso figluolo del conte Guido da Montefeltro, con molta gente, popolo e chavalieri, e ricoverarono in Forlí gridando: — Siano morti i traditori. — Quivi fue grandissime battalgle; pur finalmente Maghinardo li mise in isconfitta e cacciolli fuor della terra, e piú di diece milgla basstò la caccia. E quivi fuorono morti piú di mccc. uomini, e morti gli Orgolglosi e li singnori da Gesso e iij di quelli da Calbuli e Fantino da Brettinoro, e molti buoni e grandi huomini capitani di Parte guelfa di tutta Romangna. Messer Guido da Ponente e Malatesstino di messer Malatessta con altri piú conpangni gentili huomini fuoro presi, e tantosto Maghinardo fue socorso da' conti da Porciano e da Ciappettino delli Ubertini di Valdarno, e tenne la terra con vittoria.

E a dí xviij d'agosto messer Ruggieri di Loria, il nobile amiralglo e grazioso per lo re Piero di Ragona, venne al porto di Brandizio, lo quale si tenea per lo re Carlo, e subitamente di notte il conbatteo, si che 'l porto fue difeso; e tirossi a terra ferma, e quivi fece battalgla ordinata in canpo, dura ed asspra, sicché ll'uno né ll'altro quivi nonn ebero vittoria, ma quasi tutti morti. E messer Ruggieri vi fue fedito, e 'l filgluolo fue morto, e messer Giuffredi di Gianvilla nobile barone francesscho vi fue morto.

E lo die di kalendi settenbre morio il Giudice di Galluria in Sardingna, e li Viniziani presero xxij galee di Genovesi.

E a' dí x di settenbre messer lo piovano di Gherardini, per certa guerra ch'avea colli Manieri, da lloro fue fedito e di quelle fedite morio.

E a' dí xij di settenbre s'aprese il fuoco in Firenze a casa di Lauberti, ed arse le case loro e di Pilli e di Pilasstri e di Minerbetti; e fece grande grandissimo danno.

E a' dí j d'ottobre, avendo difirenza tra l'arcivesscovo di Cosenzo e l'abate di Cosenzo, fecero intra lloro battalgla piú di mille chavalieri, e l'arcivescovo fue sconfitto.

In questo tenpo si coninciò grande briga intra 'l Comune di Bolongna e Azzo marchese di Ferraia; però che' Bolongnesi presero uno suo castello ed uccisero tutta la gente che v'era dentro. E questo fecero per cagione che 'l Marchese facea alkuno trattato con certi grandi della terra di pilglare Bolongna e ronpere il popolo. Po' venne il Marchese ed asediò, a dí XV d'ottobre, la gente di Bolongna ch'erano rimasi alla guardia del predecto castello; e stando una notte, di subito il Marchese con vc. chavalieri e xm. pedoni prese il castello di Bazzano del Bolongnese apresso a Bolongna a x milgla. Allora i Bolongnesi isforzatamente, colla potenzia di Lonbardi e di Romangnuoli, assediarono il decto castello con iiijm. chavalieri e xxxx milia di pedoni; e xxxv giorni vi stette l'asedio, tutta fiata gittava tra die e notte xij difici; poi finalmente e' l'ebero a patti. Con ciò sia cosa che 'l Marchese avea facto molta cavalleria e popolo, vennero[471] per difendere il castello, e fue in sul canpo e domandò la battalgla, ed al castello; sarebe venuto se non fosse per la molta pioggia ch'era venuta, ed avea a passare uno fiume; siché Maghinardo da Susinana ch'era in sua conpangnia si consilglò che 'l fiume non si passasse, e la battalgla per questo modo rimase: avengna dio che 'l Marchese da' Fiorentini forte si tenne gravato, i quali erano all'aiuto del Bolongnese, e' Bolongnesi ischifaro la battalgla quanto poterono. Tornato il Marchese a Ferraia, tantosto fece suo consilglo, e trattò giura e conpangnia con tutti li usciti di Bolongna; e legaro insieme i singnori della Fontana e Maghinardo da Susinana, Ferrala ed Argenta, Modana e Reggio con tutti li usciti di Lonbardia[472] di Parte guelfa e ghibellina; e legossi col duca di Charentana e col Marchese di Monferrato e co messer Alberto della Scala di Verona e co messer Matteo Vissconte capitano di Milano e co' Mantovani; e fece tutta una lega, e conincia[473] a guerreggiare Bolongna tuttogiorno sovente: donte[474] molta mortalitade e briga nacque in Lonbardia.

E ancora, esendo prengna la città di Firenze di molte diverse e variate macule, uno giorno, a dí xvj di dicenbre, esendo morta una donna a casa di Frescobaldi, al qual morto molta gente vi fue invitata, intra lli quali v'era messer Corso Donati e Simone suo filgluolo, e lli filgluoli di Manieri Bellicozzi, i quali aveano guerra colla casa di Gherardini, erano una parte; e' Gherardini v'erano similglante co lloro gente: dubitò l'uno dell'altro, fecero intra lloro assalimenti; onde la terra andò a romore e fue sotto l'arme. La casa di Cerchi co lloro conpangni e seguagi, Gherardini, Cavalcanti, Belincioni, armati a cavalli coverti, con fanti a piede, corsero a furore a san Piero Magiore a cassa di messer Corso gridando: — Al fuoco al fuoco —; messer Corso riparandosi conbattendo, siché 'Cerchi e' loro conpangni vitiperosamente tornaro a casa. Guido Cavalcante fue fedito nella mano e condannato per lo Comune in mille ce. libre, Baldinaccio di messer Bindo delli Adimari fu fedito nel volto e condanato per lo Comune in libre mcc; messer Vieri di Cerchi e messer Giano suo filgluolo, messer Bindo, messer Torrigiano e Ubaldino di Cerchi fuoro condannati per questa opera, e pagaro al Comune di Firenze xijm. cc. libre;, e dati loro i confini. Sinibaldo fratello di messer Corso e Simone suo filgluolo fuorono condanati in libre mm. e mandati a' confini. Onde per questa opera nacque molto male in brobbio[475] della Città e di cittadini; ché tutti i Grandi e popolari della Città si partíno di volontade, e chi tenea l'una parte e chi tenea l'altra, in tal maniera che sucitaro l'antico hodio tra lla casa delli Uberti e quella de' Bondelmonti; donte tutta Ytalia n'à sparto sangue.