[9]. Secondo il Savigny, la scuola d'Irnerio era fiorente negli anni 1113-1118. Essa, come ora è ben noto, era stata preceduta da altre assai meno scrupolose osservatrici delle forme giustinianee.

[10]. Gans, Il diritto di successione ecc. pag. 28 e seg.

[11]. L'antico Statuto di Giacomo Tiepolo, che si trova manoscritto nell'Archivio dei Frari a Venezia, e che fu piú volte pubblicato per le stampe, conchiude il suo primo prologo cosí: «Et se alguna fiada occorresse cosse che per quelli Statuti non fossero ordinade, perché l'è de plui i facti che li Statuti, sel occorresse question stranie, et in quele alcuna cossa simele se trovasse, de simel cosse a simele è da proceder. Aver, secondo la consuetudine approvada, oltremente, se al tuto sia diverso, over si facta consuetudine non se trovase, despona i nostri iudexi come zusto et raxionevole a la so providentia apparèrà, habiendo Dio avanti i ochi de la soa mente, sí fatamente che, al di del zudixio, de la streta examination davanti el tremante (tremendo) Iudexe render possa degna raxione».

[12]. Di questi esempî ne ho trovati molti nei volumi delle Provvisioni, che sono nell'Archivio fiorentino.

[13]. Statuta Romæ, Romæ 1519, II. § 110, 111; e III, 17.

[14]. Statuta Pisauri, noviter impressa, 1531. II, 79, 81, 106, 107.

[15]. Ibidem, III, 24, 30.

[16]. «Etiam nullis probationibus, quia volumus quod nuda patris assertio plenam probationem faciat». Vedi Statuta Civitatis Lucensis, 1539. II, 66, 67, 68.

[17]. Statuta Civitatis Urbini, impressa Pisauri, 1519. VI, 30. Quod pater pro filio, dominus pro famulo teneatur in damnis datis.

[18]. Statuta Florentiæ (ediz. colla data di Friburgo) II, 110.