Cacco, figlio di Gisulfo duca del Friuli, [297], [298].

Cagli. Fa parte della Pentapoli annonaria dei Bizantini, [279].

Calabria. Tenuta dai Bizantini, [280]. Le sue chiese vengono unite al patriarcato di Costantinopoli, [336]. Ducato bizantino, [336].

Callinico, esarca, [294]. Richiamato, [295].

Campulo, sacellario della Curia romana. V. Pasquale primicerio, ec.

Cappadocia (di) Giovanni, ministro dell'imperatore Giustiniano, [214], [228].

Caprara, luogo della morte di Totila, [237].

Capua (Conte di), [321].

Carlo figliuolo di Pipino, re de' Franchi (detto poi Magno). Consacrato dal Papa, [368]. Alla morte del padre divide il regno tra lui e il fratello. V. Carlomanno. Sposa una figliuola di Desiderio, re de' Longobardi, [380]; poi la ripudia, [383]. Succede al fratello, e riunisce il regno, [383]. Sua venuta in Italia contro i Longobardi, suoi primi acquisti, [386], [387]. Assedia Pavia, [387]. De' suoi intendimenti circa il suo futuro regno d'Italia, della sua andata a Roma e della donazione al Papa, [388] e segg. Torna all'assedio di Pavia, che gli si arrende, e leggenda relativa a quella resa, [393]. S'intitola re de' Franchi e de' Longobardi e patrizio dei Romani, [394]; e datazione de' suoi atti, [394]. Estensione del suo regno in Italia, e come lo costituisca, [394], [395]. Accorre a domare una ribellione dei Sassoni, [395]. Incitato dal Papa a tornare in Italia, dove si cospira contro di lui, [397]. Ritorna, e tratta con grande severità i cospiratori, [398]. Sue nuove disposizioni nella costituzione del regno, [399]. Riparte, e altri accenni alla sua guerra contro i Sassoni, [399]. Torna per la terza volta in Italia, a istanza del Papa; e ancora della sua donazione ad esso, [399] e segg. Pubblica i Capitolari, [401]. Passa in Roma la Pasqua del 781, [401]. Pratiche d'accordo tra lui e Irene, imperatrice di Costantinopoli, [402]. Ancora della sua guerra contro i Sassoni, [402], [403]. Perde la madre e la moglie, e sue nuove nozze, [403]. Torna in Italia, [404]. Fa il Natale del 786 in Firenze, [404]. Sottomette il Duca di Benevento, [404]. Si turbano le sue relazioni con Costantinopoli, [404]. Va contro il Duca di Baviera, [404]; e contro gli Avari, [405]. Sua deferenza verso il Papa, [405]. Piglia parte vivissima ad alcune dispute teologiche, [406]. Perde la nuova moglie, [407]. Ripiglia di nuovo la guerra contro i Sassoni, [407]. Iniziatore del potere temporale de' Papi, [407]. Leone III data le bolle dagli anni del suo regno d'Italia, [408]. Gli sono dal Papa inviate le chiavi d'oro di S. Pietro e la bandiera della città di Roma, [409]. Raffigurato col Papa in un celebre mosaico, [409]. Di una sua ambasceria e d'una lettera al Papa, [410]. Accoglie a grande onore il Papa perseguitato e cacciato da Roma, e lo rimanda con grande accompagnamento, [412] e segg. Continua la sua guerra coi Sassoni, [413], [414]. Gli muore la terza e ultima moglie, [414]. Intraprende il suo quarto e più memorabile viaggio in Italia, [415]. Siede come giudice tra il Papa e i suoi avversari, [415]. Da Gerusalemme gli vengono le chiavi di quella città e del Santo Sepolcro, [416]. Coronato imperatore; e dei vari giudizi che si fecero di questa incoronazione, [416] e segg. La posterità gli dà il titolo di Magno, [418]. Pubblica altre leggi; e ancora della costituzione d'Italia sotto il suo regno, [419] e segg. Delle opere pubbliche e della cultura greco-romana da lui promosse, [421] e segg. Grande importanza dell'Impero da lui costituito, e sguardo generale ai tempi che seguirono alla sua morte, [423] e segg.

Carlomanno, figliuolo di Carlo Martello, [340]. Si ritira in un convento, [360]. N'esce e poi vi rientra, [367].