Questa mattina ho ricevuto la vostra delli XI, col postscripto de' XIII, che dovesti ricordarvi di me ad punto quando andavate al cesso, poichè voi la trovasti tra li scartafacci, cercando di qualcosa per uno paragone. A l'usato, et basti.

Voi doverresti esser chiaro che nelle cose che vi importano, io non le ho altrimenti mai havute ad quore che le mie proprie. Et però, se vi scripsi del fanciulo mastio, vi scripsi la verità; et di più vi dico che la Marietta l'à dato ad balia qui in Firenze; et lui et lei sta bene, gratia di Dio. Vero è che la vive con grandissima passione di questa vostra absentia; nè vi è rimedio. Et quando la Lessandra potrà andarvi, non ne mancherà, che pure domenica vi fu. Et lei et io pensiamo sempre ad farvi piacere. Così pensassi voi ad me.

Io vi scripsi ultimamente, non mi ricordo già del dì, tutto quello mi occorreva, che vi fu qualcosa da haverlo caro. Se voi harete facto all'usato, non lo harete letto. Vostro danno. Nè io vi scrivo con altro animo. Dal canto mio non si mancherà mai del debito, benchè alle volte mi adiri, et ad ragione.

Piacerami habbiate aggiunto alla lettera mia al Cardinale[932] quello dite, di che ne dubito. Non dubito già della ricevuta, perchè ne ho da lui risposta. Voi sapete il desiderio mio; et buscando per voi, ricordatevi che io sono qui in tanta fatica et servitù quanto posso, con quello emolumento vi è noto.

Li ambasciatori per costì s'apprestano, et hanno il tempo assignato tutto dì 25 di questo. Et Niccolò Valori anchora presto ne andrà in Francia.

Erami scordato respondere alla domanda vostra delli altri compari,[933] che furono messer Batista Machiavelli, messer Marcello, Lodovico, il capitano Domenico et Io, di bella brigata: et demovi tutti grossi nuovi. Bene valete.

Florentiae, die xvii novembris MDiii.

Uti frater Bl.

N[icolao] Maclavello, Secretario

F[lore]ntino, Romae, suo honorando.