Io non voglio mancare di dirvi, benchè lo potessi differire alla tornata, che, per chi vi fu presente et più d'uno, che «Alamanno[966] sendo a Bibona, ad tavola con Ridolfo, dove v'erano anchora molti giovani, parlando di voi, dixe: — Io non commissi mai nulla a cotesto ribaldo, poi che io sono de' Dieci, — »[967] seguitando el parlare in questa sententia o meglio. Notate questo, se voi non fussi bene «chiaro de lo animo suo ad facto.» Et ingegnatevi di esserci avanti le raferme.[968] Potre' vi scrivere molte altre cose, sed coram copiosius.
Questa mattina ci sono suti advisi in questi Uguccioni, della morte dell'Arciduca, in 4 dì, di riscaldato et rafreddato: cosa veramente di grandissimo momento, perchè si tiene per certo, et ad quest'hora ne è l'adviso costì. Non si stima però che habbi tale nuova ad fare ritornare indrieto el Re d'Aragona, che per li ultimi advisi s'aspettava a Genova, perchè quelli baroni di Castiglia hanno el suo figliolino nelle mani, et vorranno governarlo ad loro modo, come feciono Fiaminghi del padre; nè anche si fiderebbono di lui, per essersi una volta inimicati, etc. Et però, vedendo Sua Maestà la cosa incerta, et sendo horamai vicino ad Napoli, che è suo certo, et da non lo stimare manco che la Castiglia, si fa iudicio verrà avanti: che Dio lo voglia per il bene d'Italia. Se pure tornassi indrieto, ci sarà pure questo bene, che li ha seco Consalvo, et non lo doverrà ragionevolmente volere più nel Regnio. È iudicata questa cosa molto ad proposito del Christianissimo, et il contrario de' Vinitiani, che non potranno più usare la maschera dello Imperatore, nè lui passare in Italia, et li dua Re sopradecti, sanza respecto, procedere all'acquisto di quello tengono di loro. Perchè mancando questo sospetto al Christianissimo della passata del Re de' Romani, mancheranno quelli respecti che lo facevano tanto intractenerli; et il Papa anchora doverà più liberamente et più animosamente cercare il suo. Sono cose che bisogna, ad non volere ingannarsi, rimectersene al successo.
Per lettere di Francia de' 25, s'intende il medesimo che scrivete voi, della larga et honorevole concessione facta al Papa delle gente; et di più una caldeza oltr'ad misura del legato in favore di Sua Santità. Ma la condotta di Giampaulo è dispiaciutali fino alla anima. Perchè, nel parlare, Sua Signoria dixe: — El Papa ci dovea adiutare castigare quello mecciante, che ci fece, etc. Ma avanti che 'l giuoco resti, noi ci varreno ad ogni modo: indugi quanto può, che non la camperà. — Dànno al Papa 550 lance, et di più messer Mercurio greco, con cento cavalli leggieri, 8 cannoni grossi et più altri pezi d'artiglierie, et Ciaimonte per capo. Et hanno ordinato che il conte Lodovico della Mirandola sia tracto di Stato, et messovi el conte Giovanfrancesco.
El Re d'Inghilterra non ha volsuto publicare el mariaggio di madama Margherita, perchè pare che il Duca di Savoia perissi di mal franzese, et che lei ne patissi: et in su questo sospecto sta sospeso. Di che Franzesi hanno pensato valersi, con tenere pratica di darli la damisella d'Angolème, «non per concludere, ma per tenerlo sospeso», et farlo ire ratenuto nello adiutare l'Arciduca contro ad Ghelleri.[969]
El Christianissimo è partito da Bles, et viene verso Borges; et non passando l'Imperatore, si tornerà indrieto con animo resoluto venire ad primavera in Italia. Quivi non era anchora adviso della morte dell'Arciduca. Et di più hanno ordinato di guadagnarsi el Duca di Savoia per più respecti. Le vostre lettere mandai ad bottega di Piero del Nero. Adio.
Florentie, die 6 octobris 1506.
Quem nosti B.
Non rispondete dello adviso vi do di quello ragionamento «facto a Bibona.»
Nicolao Maclavello, Secretario
florentino apud Pontificem...