Dum patriam laudat, damnat dum Poggius hostem,
Nec malus est civis, nec bonus historicus.
[93]. Questa lettera è diretta a Flavio Biondo di Forlì e trovasi riportata anche in A. Bartoli, I due primi secoli della Letteratura italiana: Milano, Vallardi, 1880.
[94]. Una elegante edizione di questa Storia, colla traduzione di Donato Acciaioli, fu pubblicata in Firenze, 1856-60, in tre volumi in-8. Il signor Cirillo Monzani pubblicò un accurato Discorso sul Bruni nell'Archivio storico italiano, Nuova Serie, vol. V, parte I, pag. 29-59 e parte II, pag. 3-34. Vedi anche le considerazioni che fa sulle storie del Bracciolini e del Bruni il Gervinus nel suo lavoro, Florentinische Historiographie, pubblicato nel volume intitolato: Historische Schriften: Frankfurt a. M., 1883.
[95]. Sulla storia dell'Aretino si può consultare un pregevole lavoro di E. Santini, pubblicato nel vol. XXII degli Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa (1910). L'autore però ne esalta un po' troppo i meriti, che pur sono in buona parte innegabili.
[96]. La prima volta nel 1410 per un anno solo, la seconda dal 1427 al 44.
[97]. Vespasiano, Vita di Carlo d'Arezzo.
[98]. Vespasiano, op. cit., Tiraboschi, Storia della Letteratura italiana.
[99]. Questa orazione fu premessa alle Epistolae del Bruni.
[100]. Vespasiano, Vita di G. Manetti, § II.