[145]. Per il Filelfo si possono consultare, oltre le sue opere, i tre volumi della biografia pubblicata dal Rosmini (troppo lodatore) con molti documenti, fra cui brani degli scritti inediti di quell'erudito. Lo Shepherd nella Vita di P. Bracciolini parla a lungo del Filelfo. Vedi anche Nisard, Les Gladiateurs, ecc., vol. I; Guillaume Favre, Mélanges d'Histoire littéraire, tome I: Genève, 1856; Tiraboschi, Vespasiano e Voigt nelle opere citate.

[146]. Nel 1465 moglie d'Alfonso d'Aragona, duca di Calabria.

[147]. Divenuta poi moglie di Federigo, duca d'Urbino.

[148]. Vespasiano, Vita d'Alfonso d'Aragona, § VI e XIV. Il Voigt, Die Wiederbelebung, ecc., pag. 235, dice 120,000 ducati; ma è forse errore di stampa.

[149]. Vespasiano, Vita d'Alfonso, § VII.

[150].

Crede velim nostra vitam distare papyro,

Si mea charta procax, mens sine labe mea est.

(Antonii Panormitae, Hermaphroditus. Primus in Germania edidit et Apophoreta adjecit F. C. Forbergius: Coburgi, 1824. Vedi Epig. II, 1).

[151]. Archivio St. It., vol. XVI, parte I e II, Cronache del Graziani e del Matarazzo.