[223]. Trovasi fra le poesie ristampate dal Tallarigo, op. cit., vol. II, pag. 627.

[224]. I taralli sono ciambelle anche oggi comunissime in Napoli.

[225]. Vedi il Tallarigo, op. cit., vol. II, pag. 619 e seg.

[226]. Il Novellino di Masuccio Salernitano, restituito alla sua antica lezione da Luigi Settembrini: Napoli, Morano, 1874. Vedi il Prologo alla terza parte. Sono cinquanta Novelle, divise in cinque parti. Ogni parte comincia con un Prologo, e il primo di essi è indirizzato a Ippolita d'Aragona, cui il libro è dedicato. Ogni Novella ha un Esordio, con cui viene dedicata a qualche illustre personaggio napoletano; segue la Narrazione, e poi viene una conclusione intitolata sempre Masuccio, perchè in essa l'autore fa le sue considerazioni. Il poco che sappiamo di Masuccio trovasi raccolto nel Discorso che il Settembrini ha premesso al volume.

[227]. Prologo alla terza parte.

[228]. Prologo primo.

[229]. Fra i lavori che possono servire a dar notizia esatta di questa parte della nostra storia letteraria, citiamo prima di tutto la Memoria letta nell'Accademia di Berlino da L. Ranke, Zur Geschichte der italienischen Poesie: Berlin, 1837. Questo breve scritto è fra quelli che primi aprirono una via nuova nella storia del Romanzo cavalleresco; esso però non risponde ora più allo stato presente della scienza. Più ampio assai e con molte nuove ricerche sulla storia letteraria, principalmente della Francia, ma in parte anche dell'Italia, è il libro di G. Paris, Histoire poétique de Charles Magne: Paris, A. Franck, 1865. Per ciò che risguarda la nostra letteratura, il lavoro più recente e compiuto è quello del prof. P. Rajna, Ricerche intorno ai Reali di Francia: Bologna, Romagnoli, 1872 (nella collezione pubblicata dalla Commissione dei testi di lingua). In questo libro ed in altri suoi scritti venuti alla luce nel Propugnatore, il prof. Rajna dimostra una conoscenza profonda della materia, conoscenza assai spesso attinta a nuove sorgenti da lui scoperte. Vedi anche Carducci, Scritti letterarî: Livorno, 1874.

[230]. Vedi a questo proposito i due importantissimi lavori del professore P. Rajna: La materia del Morgante Maggiore in un ignoto poema cavalleresco del secolo XV (Propugnatore, anno II, dispense 1ª, 2ª e 3ª); La Rotta di Roncisvalle (Propugnatore, anno III, dispense 5ª e 6ª; anno IV, disp. 1ª, 2ª, 3ª, 4ª e 5ª).

[231]. Cito a caso alcune stanze tra le moltissime riportate dal Rajna (Propugnatore, anno II, disp. 1ª, pag. 31-33):

Quando più fiso la notte dormìa