[272]. Ibidem, pag. 504: lettera del 12 agosto 1494.
[273]. Ibidem, pag. 514: lettera del 20 settembre 1494. Queste lettere sono scritte quasi tutte da Paolo Antonio Soderini, e indirizzate a Piero de' Medici, che egli poi abbandonò.
Anche il Capponi, che più tardi stracciò i contratti in faccia a Carlo VIII, e tanto contribuì alla cacciata dei Medici, era andato a Parigi come confidente di Piero. Il Commines, nelle sue Mémoires, lo chiama traditore (vol. II, pag. 340); ma egli aveva ragioni personali per essere poco contento di lui. Infatti, quando, insieme con Stefano di Vesc e col Briçonnet, cercò di tramare accordi ed intrighi a favore di Piero de' Medici, gli fu da questo, per mezzo del Capponi appunto, risposto comme par moquerie. (Lettenhove, op. cit., vol. II, pag. 98 e 144). Pare che non si fosse scelto il momento opportuno per queste trattative. Certo è però che, quando furono fatte al Capponi dal vescovo di San Malò proposte contrarie al governo dei Medici, egli ne scrisse subito a Piero, dicendo: «Ho disposto voi non abbiate persona che i fatti vostri tratti con più amore di me.» (Desjardins, op. cit., vol. I, pag. 393 e segg.). La sua condotta non è molto chiara, ma non c'è neppure da fidarsi del giudizio del Commines, perchè egli intrigava allora per conto proprio. Secondo lui Lodovico il Moro aveva dato troppo poco danaro ai ministri del Re: «Si argent ils devoient prendre, ils en devoient demander plus.» (Commines citato dal Lettenhove, op. cit., vol. II, pag. 97).
[274]. Beatrice sposò il 25 giugno 1475 Mattia Corvino, re d'Ungheria, e dopo la morte di lui, sposò Lodovico re d'Ungheria il 23 luglio 1493. Sciolto il matrimonio, tornò a Napoli nel 1501, e morì nel 1508.
[275]. Codice Aragonese, pubblicato dal comm. Trinchera, direttore generale degli Archivi Napoletani, in tre vol. (il secondo in due parti): Napoli, 1866-74. La lettera citata è dell'11 aprile 1493, e trovasi nel vol. II, parte I, pag. 355.
[276]. Codice Aragonese, vol. II, parte I, pag. 394: lettera del 24 aprile 1493.
[277]. Elmetti.
[278]. Codice Aragonese, vol. II, parte II, pag. 41 e segg.: lettera del 7 giugno 1493.
[279]. Piero de' Medici secondava sempre l'Aragonese. Vedi le lettere che scriveva al suo ambasciatore in Napoli, nel luglio del 1493. Si trovano nell'Archivio Fiorentino, Cl. X, dist. I, num. 1, a carte 16.
[280]. Principe d'Altamura, fratello di Alfonso e secondogenito del re Ferrante.