[420]. Il Pistoia, al solito, mutò ben presto linguaggio. Il suo Sonetto 378 finisce:
O Ludovico vale!
Ch'io vedo la tua piaga di tal sorte
Ch'el medico di lei serà la morte.
[421]. Nell'Archivio fiorentino si trovano alcune lettere con le quali si mandava Niccolò Machiavelli presso il Trivulzio, per determinare queste somme. Ma poi, mutato avviso, le lettere non furono spedite, ed egli non partì. Vedi Opere (P. M.), vol. III, pag. 33 e seg.
[422]. Molini, Documenti di Storia italiana: Firenze, 1836-37, vol. I, pag. 32-36. Il Desjardins riporta un sunto della convenzione, cavato dall'Archivio fiorentino. Vedi Négociations, ecc., vol. II, pag. 26, nota 1.
[423]. Il Buonaccorsi (Diario, pag. 30), nel determinare questa somma è assai confuso, ci pare però d'averlo interpretato con precisione; il Nardi (Storia di Firenze, vol. I, p. 223) copia letteralmente il Buonaccorsi.
[424]. Il Buonaccorsi nel Diario dice, che s'erano fissati 5000 Svizzeri, ma che poi ne furono trovati 2000 di più, ai quali bisognò pure dar due paghe; ma nell'Impresa contro Pisa, ecc. (Arch. Stor. It., vol. IV, parte II, pag. 404), che discorre più specialmente di questi fatti, dice invece che s'erano fissati 4000 Svizzeri e 2000 Guasconi; ma ne furono trovati 1200 di più, ai quali fu necessario dare una paga, perchè se ne tornassero a casa.
[425]. Una delle lettere dell'Albizzi, scritta il 24 giugno, era datata: Ex terribilibus Gallorum castris, il che dimostra che già i guai erano grossi. Essa trovasi inedita nell'Archivio fiorentino, ed è, come la più parte delle altre che formano questa commissione, scritta di mano del Machiavelli, ma poco importante.
[426]. Tra le Carte del Machiavelli (cassetta I, n. 83) trovasi una narrazione dei fatti allora seguìti, scritta da Biagio Buonaccorsi e da Agostino Vespucci, ambedue della cancelleria, e compilata per dovere d'ufficio. In un punto il Buonaccorsi dice, che l'Albizzi non voleva lasciar partire il Ridolfi, per non restar solo al campo, e nel margine una nota d'altra mano scrisse: Mentiris Blasi. Là dove il medesimo scrittore dice che l'Albizzi si governava in ogni azione sua con prontezza d'animo, la stessa mano pose in margine: Immo temerarie. Anche il Buonaccorsi, nella sua Impresa contro Pisa, ecc., rese la più ampia testimonianza di lode al coraggio, che del resto, era assai ben noto, dell'Albizzi. Le due postille marginali non sono di mano del Machiavelli, come parve al Passerini, che pubblicò quel brano di narrazione nel terzo volume delle Opere (P. M.).