Le lettere inedite, è ben vero, non sono importanti, ma non poche di esse sono scritte di mano del Machiavelli, e firmate prima dall'Albizzi e dal Ridolfi, poi, partito il secondo, solo dal primo. Sono di sua mano quelle del 10 giugno, da Pistoia; 11 giugno, da Pescia; 18 giugno, da Camaiore; 23 giugno, da Cascina; 24 giugno, presso Cascina; 24 giugno, da Cascina; 27 giugno, presso Campi. Sono anche di sua mano, ed hanno qualche importanza, quelle del 26 giugno, presso Campi; 29 giugno, ex Gallorum castris; 30 giugno, dal campo (questa trovasi a carte 159 della 3ª filza delle carte Strozziane); 2 luglio, ex Gallorum castris. Tornano a non avere importanza quelle in data 4 luglio, dal campo; 6 luglio, dal campo (qui non v'è che una giunta di mano del Machiavelli); 7 luglio, dal campo (nella 3ª filza, carte Strozziane, a carte 160); dal campo, senza indicazione di giorno (3ª filza, carte Strozziane, a carte 161); 11 luglio da Casciana (è firmata dal nuovo commissario Vespucci); 12 luglio, da Empoli (non ha che una postilla di mano del Machiavelli). Si trovano in Archivio anche altre lettere, che fanno parte di questa commissione, ma non sono di mano del Machiavelli. Non crediamo necessario pubblicarle in Appendice, perchè troppe sarebbero allora le lettere da stamparsi. Per questa commissione al campo di Pisa, il Machiavelli ebbe fiorini sei larghi in oro, «e' quali fiorini se li danno et donano per remunerazione delle fatiche vi sopportò, et pericoli vi corse.» Lo stanziamento fu pubblicato dal Passerini, Opere (P. M.), vol. I, pag. LX. La data è però, 28 agosto 1501, non 1500, come fu erroneamente stampato.

[436]. Buonaccorsi, Diario ed Impresa, ecc.; Nardi, Storia di Firenze; Guicciardini, Storia d'Italia: Pisa, Capurro, vol. III, lib. V, pag. 11.

[437]. Nel primo foglio d'uno dei registri dei Dieci (Archivio fiorentino: Lettere dei Dieci di Balìa dal 1500 al 1501, Cl. X, dist. 3, n. 93) si trova scritto: Questo libro del C. [Comune] e per le cose della guerra infra dominium, scripto per la seconda cancelleria, cuius caput est Nicolaus Machiavellus, qui hodie mittitur ad regem Francorum a Dominatione. Franciscus Della Casa itidem. XVIII Iulii, 1500, die Sabb., ecc. Così quando era al campo di Pisa, in principio d'un altro registro fu scritto: Hic erunt literae de rebue bellicis scriptae per Magnificum Dominum Marcellum ad commissarios in castris, quo tempore Nicolaus Maclavellus fuit apud commissarios. Vedi il vol. VI delle Opere, pag. 32, nota 1.

[438]. Vedi la Commissione e le istruzioni in principio della Legazione. Opere, vol. VI, pag. 48 e segg.

[439]. I Fiorentini, dopo avere, nel giugno 1498, mandato tre ambasciatori a congratularsi col Re della sua ascensione al trono, elessero il 18 settembre 1499, Francesco Gualterotti e Lorenzo Lenzi. A questi si unì anche il Salviati, per andare con essi fino a Milano, a congratularsi col Re della vittoria ottenuta, e se i patti che si riferivano a Pisa non erano ancora firmati, farli firmare. I due ambasciatori seguirono in Francia il Re, che partì da Milano il 22 novembre 1499. Vedi Desjardins, Négociations, ecc.

[440]. Machiavelli, Opere, vol. VI, pag. 54.

[441]. Nella sua lettera del 30 luglio, il Machiavelli diceva: «per essere (noi) uomini senza danaro e senza credito.»

[442]. Il 27 agosto 1500, Totto scriveva al fratello Niccolò Machiavelli, che, dopo quindici giorni continui di premure fatte da lui, i Signori avevano pareggiato gli stipendî. Gli aggiungeva che nella primavera aveva speso per lui 11 fiorini, e gliene aveva dipoi mandati altri 50. La lettera trovasi nelle Carte del Machiavelli, cassetta I, n. 8, e fu pubblicata dal Nitti, Machiavelli nella vita e nelle dottrine, vol. I, pag. 89. L'aumento, di cui si parla, cominciò solo dal 28 agosto, come apparisce dagli stanziamenti in Archivio. (Cl. XIII, dist. 6, n. 64, a c. 90t).

[443]. Lettera del 12 agosto, firmata dal solo Machiavelli.

[444]. Vedi le lettere del 29 agosto e del 3 settembre.