[445]. La Corte del Re è descritta nella seconda lettera del 12 agosto.
[446]. Lettera del 7 agosto.
[447]. Dalla lettera del dì 11 agosto si vede che il cardinale di Rouen non conosceva la nostra lingua, giacchè i due oratori sono costretti a tradurgli in francese una lettera italiana. Neppure il Re la parlava, ma il Rubertet sì.
[448]. Secondo una lettera dei Signori, in data 30 luglio 1500, al Gualterotti e al Lenzi, il Courçon s'era trattenuto una sera solamente al campo, «dove non vediamo, in sì breve tempo, come possa aver satisfatto alla Maestà del Re, circa lo investigare le cause e li autori dei disordini seguìti quivi.» (Carte del Machiavelli, cassetta I, inserto 83, n. 4). Il Passerini la pubblica nelle Opere (P. M.), vol. III, p. 111, come una lettera dei Dieci; ma i Dieci non erano ancora stati rinominati. In essa è detto che, quando i Fiorentini addussero al Courçon le ragioni per le quali credevano di non dover pagare i Tedeschi, aveva risposto: che chi «voleva disputare con Tedeschi di ragione, era uno spezzarsi il capo.» Allude agli Svizzeri tedeschi, che erano stati al Campo di Pisa.
[449]. Lettera del 27 agosto.
[450]. Lettera del 29 agosto, da Melun.
[451]. Lettera del 14 settembre.
[452]. Lettere del 2 e dell'8 ottobre.
[453]. Lettera dell'11 ottobre, da Blois. Da questa lettera si vede che il Machiavelli parlava in latino col cardinale di Rouen.
[454]. Lettera del 4 novembre da Nantes. Qui pare che la conversazione venisse fatta in francese.