[455]. Lettera del 21 novembre. Questa è diretta ai Dieci stati rieletti nel settembre, cosa di cui il Machiavelli s'era rallegrato nella sua del 2 ottobre.
[456]. Principe, cap. III, in fine.
[457]. A Firenze lo chiamavano Scurcigliato, Scorciato o Scruciato, e così anche il Machiavelli nelle sue lettere. Egli era della famiglia De Scruciatis di Castelluccio, nobili napoletani; fu giudice della Vicarìa, consigliere di Santa Chiara, avvocato fiscale, e si trovò fra coloro che giudicarono Antonello Petrucci e gli altri della congiura dei baroni. Ferdinando di Napoli lo aveva come uno dei suoi più fidi strumenti, e se ne giovò molto nel commettere le sue maggiori iniquità. Più tardi però, caduta la fortuna degli Aragonesi, il De Scruciatis li abbandonò, per darsi ai Francesi, che nel 1499 lo nominarono Senatore di Roma. Seguì poi il campo francese, ebbe molti incarichi e commissioni anche in Toscana, commise molte e molte ribalderie, e finì in Roma inquisitore del Santo Uffizio.
[458]. Questa lettera del Buonaccorsi trovasi, come le altre sue, fra le Carte del Machiavelli, (cassetta I, n. 7). Vedila in Appendice, documento XIII.
[459]. Archivio fiorentino: Consigli Maggiori, Provvisioni, registro 191, a carte 26.
[460]. Pubblicata dal Passerini nelle Opere (P. M.), vol. III, pag. 279. Dovevano pagare la somma di 500 fiorini, di cui metà andava all'offeso, un quarto al magistrato che la esigeva, un quarto serviva a riparare le fortezze di Pistoia. Vedi anche Sommario della Città e Sommario del Contado, che si trovano fra le Carte del Machiavelli (cassetta I, n. 12), e furono pubblicati dal Passerini, Opere (P. M.), vol. III, pag. 355. Essi non sono altro che i provvedimenti deliberati e le norme da seguirsi, per pacificare la città ed il contado. Sono carte d'ufficio senza valore letterario, e non possono andare fra le Opere del Machiavelli, non essendo neanche scritte di sua mano.
[461]. Opere (P. M.), vol. III, pag. 299. Seguono altri ordini e ragguagli, che non sono scritti di mano del Machiavelli. Il suo nome si trova scritto a piè di questa e di altre lettere pubblicate dal Passerini. Bisogna però notare che la firma del Machiavelli, la quale assai spesso non è neppur di sua mano, indica solo l'approvazione data dal capo della cancelleria, e qualche volta anche da chi ne faceva le veci. Perciò la troviamo messa così alle lettere scritte da lui, come a quelle dei suoi coadiutori: qualche volta anzi la firma non autografa del Machiavelli si trova sotto lettere dirette a lui stesso fuori di Firenze. E però solo le lettere autografe si possono con sicurezza attribuire a lui.
[462]. Era chiamato indistintamente Dionigi Naldi, Naldo e di Naldo.
[463]. Vedi la lettera dei Dieci, del 3 maggio, Opere (P. M.), vol. III, pag. 298.
[464]. Grandissimo è il numero delle lettere in questi mesi scritte dal Machiavelli, le quali si trovano autografe nell'Archivio fiorentino. Ne citiamo solo alcune, che ci sembrano più notevoli, e sono nella filza: Classe X, dist. 3, n. 95, a carte 12, 18, 30, 92, 103, 163t, 183, ecc.