[504]. Guicciardini, Storia Fiorentina, cap. XXIV, a pag. 257-58, e cap. XXV, a pag. 274.
[505]. Ibidem, cap. XXV, pag. 278.
[506]. Questa Provvisione (Consigli Maggiori, Provvisioni, reg. 194, a carte 150) fu pubblicata dal signor Luciano Banchi, in una Raccolta di scritture varie, per le nozze Riccomanni-Fineschi: Torino, Vercellino, 1865. Vedi anche i documenti pubblicati dal Razzi, nella Vita di Pier Soderini: Padova, 1737.
[507]. Il Guicciardini (Storia Fiorentina, pag. 280-82) dà un assai minuto ed esatto ragguaglio della provvisione. In questo luogo, come in tutta la sua Storia Fiorentina, noi abbiamo potuto, riscontrandola coi documenti originali, ammirare la straordinaria precisione dell'autore, il quale qualche volta riporta le parole stesse delle leggi e dei documenti, di cui discorre. Ciò prova che l'illustre prof. Ranke s'ingannò nel giudizio troppo severo che fece degli studi, delle cognizioni e della fedeltà storica del Guicciardini. Ben è vero che il sommo storico tedesco non poteva, quando espresse quella opinione (Zur Kritik neuerer Geschichtschreiber: Berlin, 1824), aver letto le Opere inedite del Guicciardini, che lo fecero anche in Italia conoscere sotto nuovo aspetto.
[508]. Guicciardini, Storia Fiorentina, pag. 200; Buonaccorsi, Diario, pag. 64.
[509]. Archivio Fiorentino, Cl. X, dist. 3, n. 101, a carte 134: Appendice, documento XVIII. La lettera non è scritta, ma corretta di mano del Machiavelli.
[510]. Il codice di Giuliano de' Ricci ha infatti una lettera del 29 settembre 1502, con la quale il cardinal Soderini fa caldi ringraziamenti al Machiavelli per le sue cordiali congratulazioni.
[511]. Ne parlano il Burcardo ed il Matarazzo.
[512]. La marchesa Isabella Gonzaga, donna di un sentire così nobile che fa contrasto singolare con quello prevalente a' suoi tempi, era andata a Ferrara per assistere a quelle feste, e scriveva al marito, che essa le trovava insulse, e le pareva mille anni di tornare a Mantova, «sì per vedere V. S. et lo mio figliolino, come per levarmi di qui dove non se ha uno piacere al mondo.» (Lettera del 5 febbraio 1502). Fossero pur belle, essa aveva già scritto, «senza la presenzia de V. S. e del nostro puttino non me poteriano satisfare.» In mezzo a tanta allegria ufficiale, la Gonzaga non s'illudeva punto, e notava: «a dire il vero, son pur queste nozze fredde.» (Lettera del 3 febbraio). Vedi queste bellissime lettere pubblicate dal signor Carlo D'Arco nell'Arch. Stor. It., Appendice, vol. II, pag. 300 e segg.
[513]. Gregorovius, Lucrezia Borgia.