Niccolò Vitelli ebbe cinque figli, quattro dei quali morirono di morte violenta. Il primo, Giovanni, d'una cannonata all'assedio d'Osimo; il secondo, Camillo, d'un sasso a Circello nel Napoletano, combattendo pei Francesi; Paolo fu decapitato; Vitellozzo strangolato.

Il Gregorovius, ecc., Geschichte, vol. VII, pag. 483, osserva in nota, come, a proposito di questo assassinio, il Giovio scrisse nella sua Vita di Cesare Borgia, che questi aveva «con bellissimo inganno» ammazzati gli Orsini; e il re di Francia aveva detto, secondo l'orator di Ferrara, che era stata «un'azione da Romano.» I Veneziani invece disapprovarono il fatto come assai crudele, ma l'oratore di Ferrara colà scriveva che dovettero tacere, quando egli dimostrò loro che assai bene avevano fatto Papa e Duca «etiam a squartare costoro, per infino all'ultimo esterminio di quella casa.» È singolare poi vedere che in questo momento, Isabella Gonzaga, con lettera del 15 gennaio 1503, mandava da Mantova 100 maschere al Duca, il quale assai la ringraziò con lettera del 1º febbraio. Si leggano i documenti XLIV e XLV nella Lucrezia Borgia, del Gregorovius.

[573]. Il cardinale Orsini.

[574]. Lettera del dì 1º gennaio 1503.

[575].

«Sentì Perugia e Siena ancor la vampa

Dell'Idra, e ciaschedun di quei tiranni,

Fuggendo innanzi alla sua furia scampa.»

Machiavelli, Decennale primo.

[576]. Lettere di Piero Ardinghelli, più sopra citate.