[829]. Arch. di Stato di Venezia, Consiglio dei Dieci, Misti, reg. 27, c. 215.

[830]. Provisori nostro in Tuscia, dice un doc. che precede nello stesso registro.

[831]. Così dice il codice, ma è chiaro, anche dalla precedente lettera, che deve dir XL m.

[832]. Nella prima edizione di quest'opera, non credetti di dover pubblicare questa lettera, che trovasi fra le Carte del Machiavelli (cassetta I, n. 49), perchè essa era stata già pubblicata, quasi integralmente, dal Nitti, ed io non la credevo autografa del Machiavelli, nè altrimenti sua. Ora però m'induco a stamparla intera, riscontrandola coll'originale, perchè, riesaminandola e facendola riesaminare, ho dovuto persuadermi che la scrittura, sebbene diversa da quella che era solita del Machiavelli, ne serba tuttavia i caratteri fondamentali. La diversità nasce forse dall'essere egli allora assai giovane, e dall'avere, copiando, scritto con molta più cura del solito. Di qui una forma calligrafica, che assai difficilmente si troverebbe in altre sue scritture.

La lettera non ha data, non ha indirizzo di sorta, non ha firma. Si vede però chiaro, che è diretta ad un segretario della Signoria di Lucca, di Siena o d'altro vicino Comune, e che è scritta da un qualche alto ufficiale della repubblica fiorentina, incaricato di aprire e leggere le lettere che venivano intercette. Essa trovasi fra quelle Carte del Machiavelli, che contengono altre lettere e parecchi scritti non suoi, ma pur di sua mano copiati. Esaminandola attentamente, vi si trova più d'una di quelle cancellature e correzioni proprie di chi, copiando, salta qualche parola, e poi se ne avvede e corregge. Ma oltre tutto ciò, e sebbene vi sia la forma propria del tempo, a me riesce assai difficile crederla del Machiavelli, sia per la lingua, sia per lo stile. Mancano la sua chiarezza, la sua vivacità, evidenza ed acume; le idee sono intralciate, incerte, confuse; la forma è quasi sempre pesante, e non poche sono le ripetizioni. Insomma non vi trovo quelle qualità, che s'incontrano in tutte le opere, in tutte le lettere del Machiavelli, di qualunque tempo sieno. Io non sono riuscito a veder nessuna ragione intrinseca, per crederla decisamente di lui; molte invece ne trovo per dubitarne.

[833]. Qui accanto, nel margine del manoscritto, incomincia una postilla o giunta, che continua fino al verso in cui sono le parole: preso sia per non pagarlo. Essa ha, in principio ed in fine, il segno

, senza che nel corpo della lettera si ritrovi un segno corrispondente. Noi la riportiamo in nota, là dove ci sembra che il senso lo suggerisca.

[834]. Prima aveva scritto: li huomini quali e' sieno.

[835]. Ecco la postilla marginale: — perchè se vi ricorderà bene, lo exercito fio[re]ntino si adco[stò] ad Pisa sì [gag]liardo et sì [ben]e pagato, et [fece] tale progre[sso] in pochi dì, come dimostrò la fuga m. Piero Gambacorti et la paura vostra, che se la fraude vitellescha non vi intercedeva, nè noi ci dorremmo della perdita, nè voi ve ne rallegreresti. —