Altra lettera dei Dieci ai Commissarî fiorentini, presso Paolo Vitelli. — 25 agosto 1499.

Comissariis in Castris contra Pisanos. Die xxv augusti 1499.[825] — Se voi vedessi in quanta mala contenteza et afflictione di animo è tutta questa Città, non che a voi che siete membri di quella, ma a qualunque altro verrebbe istupore et admirazione grande; ma chi sapessi come le cose fino a qui sieno procedute, et con quale spendio conducte, et di che speranza nutriti, non se ne maraviglierebbe, perchè conoscerebbe noy et questa città dopo una lunga fatica et dispendio, quando aspectava indubitata victoria, essere minacciati di manifesta ruina; et sì de repente la vedrebbe menare da uno extremo all'altro, che più tosto la indicherebbe animosa per non si prostèrnere et invilire in tanta angustia, che altrimenti. Et veramente e' ci dorrebbe manco ogni damno che di cotesta impresa fussi resultato a la Città nostra, quando e' si fussi un tracto secondo el desiderio nostro tentato animosamente la forza; perchè, se ne fussino suti ributtati, si sarebbe da' nostri cittadini con più prompteza reparata tanta forza che si fussi al nemico superiore. Ma sendosi consumata tanta fanteria, et preparata con tanti danni, in otio et sanza farne alcuno experimento in favore della nostra città, non sapiamo nè che ci dire nè con qual ragioni exscusarci in cospecto di tutto questo popolo, el quale ci parrà havere pasciuto di favole, tenendolo di dì in dì con vana promessa di certa victoria. Il che tanto più ci duole quanto più ce lo pare havere conosciuto, et con ogni efficacia ricordato alli antecessori vostri.[826] Pure, poi che Dio o la fortuna e qual si fussi altra causa ha condocto le cose in termine che bisogna o soldare di nuovo fanteria, o perdere con perpetua infamia coteste artiglierie, ci sforzeremo di non mancare di fare quanto ci fia possibile.

Et perchè nel fare nuovi danari, per havere a fare nuovi provvedimenti, andrà più tempo; et desiderando che in questo mezo coteste cose si salvino, habbiamo scripto per tutto el territorio nostro, per numero di comandati, de' quali buona parte dovevano essere costì subito, et noi seguiremo col provedimento, per poterci valere di buon numero di fanti freschi e pratichi come ci scrivete....

Siamo a hore 3, et habbiamo differito la staffetta, perchè desideravamo pure con quella mandarvi somma di danari. Ma per essere hoggi domenica, et tutto il giorno suti occupati nella pratica, non ne habbiamo possuto expedire alcuna somma; ma domattina di buon'ora vi se ne manderà quelli ci fia possibile.

DOCUMENTO X. (Pag. [332])

Lettera di Paolo Vitelli a Messer Cerbone. 28 settembre 1499.[827]

Cerbone. Questa sera, a hore 24, questi Signori Commissarii, essendo in casa del Governatore, me retennoro, et hannome messo, a petitione di testa Signoria, nella roccha di Cascina. Io ve ne do notitia, aciò che siate con testi Signori et con testi cittadini, et faciateli intendere come, se non m'è fatto torto, in me non trovaranno errore di natura che meriti minima penitentia. Voi sete prudente; pigliate in questa cosa quello riparo che vi pare expediente, per giustificare la innocentia mia.

Ex Cascina, die 28 settembris 1499.

Paulus Vitellus, etc.

Al mio Cerbone dei Cerboni