Circa al Pulcio lo trouerrò, et leggerolli la vostra, credo haremo poi materia da rispondere, et piacevole: è un mal muscione, fa più facti che parole, et non pare quel desso.
Hoggi, benchè siamo a dì 25, qui si celebra la festa di San Bartholommeo, et dicesi è per honorare più la festa di San Ludovico re di Francia, che è questo medesmo dì. È in Roma una chiesecta di questo Santo, ignobile, et che mai non vide 50 persone insieme, et questo anno, per havere facto la invitata lo Re di Francia a tutti li cardinali, oratori, prelati et baroni di Roma, stamattina vi è stato ogniuno, videlicet 16 cardinali, tutti l'imbasciatori si truovono in Roma, tutti li baroni et altri signori, e tutti stati a la Messa, che durò 3 hore di lungo. Fuvi la Capella del Papa, che è cosa mirabile: li sua pifferi che ad ogni cardinale, arrivando, li faceano lor dovere; tutti li trombecti; altri delicatissimi istrumenti, id est l'armonia papale, che è cosa dulcisona e quasi divina; non so per ora nominare nissuno de' sei instrumenti per nome, di che non credo Boetio facci mentione, quia ex Hispania. Fu etiam ad meza la Messa per uno doctissimo huomo recitato una oratione latina, contenente breviter la somma della vita di San Ludovico. Dipoi latissime fatta in transgressu aliqua mentione de regibus Gallorum, della grandeza, sublimità et maestà del presente Re, in cuius virtutibus recensendis, videlicet in dotibus corporis et animi, quantumque adversam fortunam egerit sub pedibus prosperae vero quam bene moderetur frenis, consumò circa una grossa hora. Et veramente, Nicolò mio, qui è l'arte dell'oratore, perchè costui è uno ignobile, et non più visto, nè udito circulare o poco; et nondimeno per esser Romano è piaciuto più che o il Fedra o il Marso o il Sabellico o el Lippo, che habentur optimi, et ha dimonstro havere auto in primis memoria grande, sapere bene distinguere et apte narrare; monstrò quantum valeat pronuntiatio, quantum verborum copia et gestus, qui et ipsi voci consentit et animo, cum ea simul paret, ut equidem affirmare ausim, che spessissimo, non solum manus sed nutus ipsius, haria dimonstro alli auditori la sua volontà. Et non so come tam feliciter costui mai avessi potuto orare nisi imitatus Demosthenem, qui actionem solebat componere, grande quoddam speculum intuens. Et lassando la doctrina, la eloquentia, i colori infiniti, molti flosculi et aculei quibus inspersa sua oratio est, illud mehercule prestitit, ut sibi conciliaret, persuaderet, moveret, ac denique delectaret. Et in calce orationis tantam eloquentiae procellam effudit, ut omnes admirarentur ac stupescerent; obque factum est, ut plausus ei quasi theatralis, quamvis in templo, a multis datus sit. Credono molti che, sendo suto alla presentia il Re, che lo harìa facto in quello instanti grande homo appresso di sè.
Una sol cosa mi resta, che alli dì passati, sendo il Papa in fregola di voler ire a spasso, et sendo in camera del Pappagallo uno circulo di 5 in 6 docti, che invero ce ne è assai, benchè anche delli scelerati et ignoranti, ragionando et di poesia et astrologia, etc., uno di loro fu che dixe esser solo uno a Roma, ad che il Papa prestava fede in astrologia, et costui havere male, et è in miseria et povertà per la gran liberalità di questo Principe. Et il Fedra dicendomi costui havere predicto al Papa che sarìa pontefice, sendo ancora cardinale, li mossi che si vorría fare qualche procnostico sine auctore, et lasciarselo cadere, et ita factum est. Prima ci partissimo di lì, questi 3 versolini furon facti, videlicet:
Praedixi tibi papa, bos, quod esses,
Praedico moriere, hinc abibis,
Succedet rota, consequens bubulcum.
La rota è insignia di Lysbona, el bubulco è lui. Questo effecto se ne è visto, che mai poy ha ragionato di partirsi, se bene ci è opinione, che se si scuopre il parentado con Ferrara, lui vorrà ire là, et vagare per la Romagna. Vedreno quello seguirà; et se Valentino tornerà qui, che ce ne è varie opinioni, tornando assai delle sua genti alla sfilata, et etiam havendo mandato Vytellozo e fare quello che vorrìa ragionevolmente poter fare presentialmente da sè. Et venendo la beatitudine del Papa in costà, voi et altri che volessi qualche dispensa o di tòrre o di lasciare la mogliera, la harete benignamente, modo gravis aere sit manus. In questo mezo Camerino teme, Urbino fila, perchè dubita delle relliquie di casa Sforzesca, et di Piombino non dico nulla. Bene vale et excusatum me habe, se io non vi scrivo lungo, perchè non ho tempo. Alias.
Roma, XXV augusti 1501.
Deditissimus Augustinus.
Spectabili uiro Nicolao de Maclauellis,