Petro Soderini, ad Arezzo, die quo supra (23 settembre). — E' fu sempre mai giudicato da tutti li huomini che sono chiamati prudenti, cosa utile et necessaria costituire un capo al governo di questa[862] Città, el quale potesse mantenere nelli ordini suoi le cose che ancora non ne fussino uscite, et quelle che ne fussino uscite ridurvele; la quale opinione è stata tanto favorita dalla industria di buoni,[863] da' tempi et da la fortuna della Città, che prima e' se ne fece pubblica deliberatione, et da poi, havendosi ad venire ad lo individuo della electione, come è piaciuto a Dio (che in vero sua opera la giudichiamo) è cascata la sorte sopra di te, di che noi tanto più ci rallegriamo, quanto elli è stato più secondo el desiderio nostro, conoscendo nelle qualità tue tutte quelle parti che in comuni si possono immaginare in uno huomo che habbi a tenere tanto segno quanto è questo. Ringratiamone adunche lo altissimo Dio et la gloriosa sancta Madre, le intercessioni[864] della quale non sono stati ad noi manco propitie in questo, che si sieno stati per qualunque altro tempo, in qualunque altro accidente che habbia auto questa Repubblica. Nè e' nostri preghi et supplicationi sono stati meno accepti che si richiegha, et a la fede nostra et alla clementia sua. Rallegriancene per tanto con tutti e' pretettori di questa Città,[865] con tutto questo popolo, et con epso teco, pregando l'altissimo Dio che ti sia in tanto favorevole, che la patria nostra non manchi di questo bene, et di quelle felicità che la spera con seguitare mediante le opere tue.

DOCUMENTO XIX.[866] (Lib. I, [cap. V])

LETTERE DI AMICI AL MACHIAVELLI,
DURANTE LA SUA LEGAZIONE AL VALENTINO.

1
Lettera di Niccolò Valori al Machiavelli. 11 ottobre 1502.[867]

Niccolò mio carissimo. Anchora ch'io sappia che per le lettere del publicho siete bene raguagliato, et io stia contento a quelle, non posso però fare che a mia satisfactione non vi faccia dua versi. Il discorso vostro et il ritratto non potrebbe essere suto più aprovato, et conoscesi quello che senpre io in specie ho congniosciuto in voi, una necta, propria et sincera relatione, sopra che si può fare buono fondamento. E io in verità, discorrendola con Piero Soderini, ne paghai il debito tanto larghamente quanto dire vi potessi, dandovi questa loda particulare et peculiare. Pare che, essendo cotesto Signore vostro,[868] dovessi farsi più inanzi; et a chi ne ha iudicio, pare di aspectare lui, et che la ragione voglia vengha con qualche offerta et condictione honorevole. Il iudicio vostro è desiderato qui delle cose di costà, et il ritratto delle di Francia, et la speranza ne ha il Ducha. Perchè voi ne promettete scrivere le forze, et dipresente di cotesto Principe, et così quelle spera, et taliane et franzese, non accade dirne altro, sennone che quanto meglio s'intenderanno, tanto più facilmente et meglio qui ci potreno risolvere. Se nulla v'accade, sono così vostro come huomo habbiate in questa città, et bastivi, solo per le vostre bone qualità ed affectione havete. Raccomandomi a voi. Cristo vi guardi.

A dì xj d'ottobre 1502.

Niccolò Valori in Firenze.

Egregio v[iro] Niccolò Machiavelli,

Segretario degnissimo all'illustrissimo

ducha Valentino.