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Lettera di Niccolò Valori al Machiavelli. 23 ottobre 1502.[887]

Carissime tanquam frater. Io ho una vostra de' XX, che mi è suta carissima, come mi saranno sempre tutte le cose vostre. Et veramente i raguagli et discorsi vostri non potrebbano essere migliori, nè più approvati. Et volessi Idio che ogni huomo si governassi come voi, che si farebbe mancho errori. Noi qui, perchè le nuove dipendano di costà, non habiamo molto che dirvi. Mandamo ser Alexandro[888] a Roma, che doverrà essere cosa grata a cotesto Principe, et voi ve ne potrete honorare assai. Le gente comandate non si sono mandate alle frontiere, perchè non farebbono sennon male; ma potete bene dire a Sua Excellentia, s'è mandati più conestabili, de' migliori et da fare fatti al Borgho et negli altri luoghi. Et tutta volta si pensa fare qualche dimostratione che darà reputatione a Sua Excellentia, et sicurtà a noi. Circa a' casi miei particulari, Deus testis, che io v'amo et stimo più che fratello. Et perch'io so haresti voglia d'esserci a questa cerimonia del Gonfaloniere nuovo, ne farò pruova, ma non riuscirà, perchè lui etiam non se ne accorda molto. Bastavi in coscientia non s'è mancato secho di fare l'officio per voi, et satisfare alla verità. Et per la fede è fra noi, io in particulare ne ho parlato secho due volte a lungho, in modo credo che d'amicho vi sia diventato amicissimo. Quello desiderate in secondo luogho, non vi doverrebbe essere dinegato; ma questi nostri Collegii sono in modo attraversati, e non habbiamo mai possuto farne fare loro nessuno: non resteremo d'aiutarne, et voi et gli altri. Nè più per fretta, sennone sono senpre a' piaceri vostri. Cristo vi guardi.

A dì 23 d'ottobre 1502.

Niccolò Valori in Palagio.

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Lettera di Iacopo Salviati al Machiavelli. 27 ottobre 1502.[889]

IHS. Addì xxvij ottobre 1502.

Magnifice Vir, etc. Io ho la vostra de XXIII per la quale resto avisato a quanto vi trovate d'acchatto,[890] et il desiderîo avete di ricuperarlo, per soprire[891] a' vostri affari. All'entrata del futuro mese, o a pochi dì di quello, se ne risquoterà lo viijº, et rimanente dipoi subcessivo per e' tempi correranno. Et perchè desidero compiacervi, et soprire possiate a' comodi vostri, sono parato servirvi sino a detta somma di mio, non per ritragli di detto assegnamento, ma in presto. Accadendovi, avisate, et pagherogli a chi commetterete, quando così v'attagli. E per questo non acchade altro. Sono a' piaceri. Cristo vi guardi.

Delle nuove, accepto la deliberazione n'avete presa, et quella conmendo.

Iachopo Salviati, in Firenze.

Magnifico domino Niccolao de