[10]. Séailles, op. cit., pag. 128 e seg.
[11]. Alcune sono di Marcantonio e di Agostino Veneziano. Presso il conte di Leicester, in Holkham Hall, trovasi un'antica copia della battaglia, che fu incisa dallo Schiavonetti, e riprodotta poi dall'Harford, nella sua Vita di Michelangelo, ma non è certo che sia stata fatta dall'originale. Lo Springer la suppone condotta col solo aiuto delle antiche incisioni.
[12]. Vasari, ediz. Le Monnier, vol. XII, pag. 177-179.
[13]. Cellini, Vita, ediz. Le Monnier, 1852, pag. 22-23.
[14]. Lo Springer non crede che l'azione artistica di Leonardo su Raffaello cominciasse a farsi sentire collo studio dei cartoni. Le Madonne e i ritratti, che Raffaello dipinse nella sua dimora a Firenze, proverebbero, secondo lui, che egli aveva allora studiato altre opere di Leonardo, ed era lontano ancora da quello stile grandioso che raggiunse più tardi, e di cui il primo germe si trova nei cartoni di Palazzo Vecchio. Springer, op. cit., pag. 57.
[15]. Ciò si vede specialmente nei disegni conservati in Oxford.
[16]. «Durch Raffael ist das Madonnenideal Fleisch geworden.» Springer, op. cit., pag. 58.
[17]. Una prova di tutto ciò possiamo vederla nelle Lettere di una gentildonna fiorentina (Alessandra Macinghi negli Strozzi), pubblicate da Cesare Guasti. Firenze, Sansoni, 1877. Scritte nel secolo XV, dimostrano assai chiaramente come gli affetti di famiglia si mantenessero ancora purissimi in quella parte della cittadinanza che non era guasta dalla vita pubblica. E così vien confermato che allora continuava ad esservi in Italia una società molto diversa da quella descritta dagli storici, i quali troppo spesso non s'occupano di quel che segue nell'interno delle famiglie, nè della vita privata in genere. Anche le lettere di ser Lapo Mazzei, notaio fiorentino, a Francesco Datini, ricco mercante, scritte in sulla fine del secolo XIV e sui primissimi del XV, pubblicate in due volumi dallo stesso C. Guasti (Firenze, Successori Le Monnier, 1880), possono servire al medesimo scopo. Esse manifestano una bontà, purità e pietà cristiane delle quali assai difficilmente si troverebbe negli storici del tempo qualche notizia.
[18]. Per la storia dell'arte italiana in questo periodo, oltre le opere già da noi citate, vedi anche: Grimm, Michelangelo's Leben — Clement, Michelangelo, Leonardo und Raffael deutsch bearbeitet, von C. Clauss. Leipzig, Seemann, 1870. — Crowe and Cavalcaselle, History of Painting in Italy, opera ormai notissima. Il volume che ha per titolo, The fine Arts, e fa parte dell'opera, The Renaissance in Italy, pubblicata da John Addington Symonds. London, Smith, Elder, 1875-1877. La biografia di Michelangelo, scritta da A. Gotti, è la prima che abbia potuto profittare delle Lettere del grande artista, pubblicate da G. Milanesi (Firenze, Successori Le Monnier, 1875). Quella scritta dal signor C. Heath Wilson (London, Murray, 1877) è fondata su di essa, aggiungendovi però giudizi propri e ricerche originali, specialmente sulla cappella Sistina. Vedi anche H. Janitschek, Die Gesellschaft der Renaissance in Italien. Stuttgart, Spemann, 1879. Hermann Hettner, Italienische Studien. Zur Gesch. der Renaissance. Braunschweig, Vieweg, 1879. — Recentemente il Symonds ha pubblicato una nuova vita di Michelangelo in due vol. London, Nimmo, 1893, ed il signor von Scheffler, un breve lavoro intitolato: Michelangelo, eine Renaissancestudie. Altenburg, Geibel, 1892.
[19]. Storia della Repubblica di Firenze, lib. V, cap. VIII.