[59]. Parenti, Historia Fiorentina, Biblioteca Nazionale di Firenze, cod. II, 131 (copia), vol. VI, f. 145. Avendo, così pel Parenti come pel Cerretani, preso alcuni degli appunti da due copie antiche, altri dall'autografo, siamo costretti a citare codici diversi.
[60]. Guicciardini, Storia Fiorentina, cap. XXX, pag. 340.
[61]. Parenti, Historia, ecc., (copia), loc. cit., giugno 1507.
[62]. Parenti, Historia, ecc., cod. II, IV, 171, f. 2, ottobre 1507 (originale). Strano è il vedere come quell'iniquo strangolatore, che fu così lungamente tra i più fidi del Valentino, non solo fosse chiamato a servire Firenze, ma venisse anche protetto da molti cardinali. Quando infatti egli era ancora prigioniero nelle mani di Giulio II, che esitava su quel che doveva farne, l'ambasciatore fiorentino, Giovanni Acciaiuoli, scriveva da Roma ai Dieci, in data 20 ottobre 1504: «Non voglio obmectere dire ad V. S., che per non si trovare, ut aiunt, in D. Michele alcuno peccato, per il quale meriti la morte, et perchè dieci cardinali hanno interceduto per lui, si dice per tucta Roma sarà liberato.» (Archivio fiorentino, cl. X, d. st. 4, n. 82 a c. 46t). E così fu poi di fatto.
Noi abbiamo altrove (vol. I, pag. 397) accennato, come quest'uomo da quasi tutti chiamato (anche dal Parenti) don Michele spagnuolo, fosse poi, sulla fede d'una lettera di Niccolò degli Alberti, creduto da alcuni erroneamente veneziano. Dicemmo allora che la lettera, cui accennava vagamente una nota nelle Opere, non si trovava e, trovata, non sarebbe, secondo noi, valsa contro l'autorità dei cronisti e dei documenti ufficiali. Ora però l'abbiamo trovata in una filza di lettere autografe di varî al Machiavelli, posseduta dalla signora Caterina Bargagli, nata contessa Placidi, che con grande cortesia la mise a nostra disposizione, di che le professiamo qui la nostra gratitudine. Sebbene la lettera non possa mutare il nostro avviso, nè abbia importanza storica, pure essendo molto breve, trovandosi spesso citata, e riferendosi al tempo in cui don Michele fu licenziato, la diamo in Appendice, documento IV. Aggiungiamo poi una curiosa lettera dello stesso don Michele al Machiavelli, che è cavata dalla medesima filza, e dà qualche idea dell'uomo e dei tempi. Vedi Appendice, documento V.
[63]. Parenti, Historia, ecc., cod. II, IV, f. 171 (originale).
[64]. Cerretani, cod. II, III, 76, f. 316 (copia). Ciò che dimostra il mal animo del Cerretani contro il Soderini, è la sua affermazione, che questi mandasse il Machiavelli, perchè scrivesse secondo il loro accordo «con avvisi che molto erano simili a quelli di Francesco Vettori, i quali confermavano la passata, e con gagliardissima mano.» Se ciò fosse vero, sarebbe stato superfluo insistere tanto per mandarlo. Era poi notissimo a tutti, che il Soderini parteggiava per la Francia e non per la Germania. Merita di esser notato, che il Parenti, il Cerretani ed il Guicciardini si mostrano, nelle loro Storie fiorentine, egualmente avversi al Soderini, di cui pure non possono mettere in dubbio l'onestà politica. Un partito a lui contrario s'era già formato, e andava crescendo.
[65]. Così racconta egli stesso nella lettera del 17 gennaio 1508, scritta da lui, e firmata dal Vettori, Opere, vol. VII, pag. 163. Già i Dieci avevano scritto il 21 novembre al Vettori, che il Machiavelli era partito, «acciò che ti portassi la resoluzione nostra, e arrivando male le lettere, ti potessi referire a bocca il medesimo effetto: e speriamo si condurrà salvo.» Il 29 gennaio esprimevano il loro dispiacere per la perdita delle lettere, che avrebbero servito a far meglio intendere l'animo loro. Vedi Opere (P. M.), vol. V, pag. 251 e 272.
[66]. Gli editori delle Opere (P. M.) dicono di avere riscontrato gli autografi, ma è chiaro che l'han fatto solo di tanto in tanto; altrimenti si sarebbero avvisti, che non solo alcune, ma tutte le lettere di questa legazione sono autografe del Machiavelli (Archivio fiorentino, Dieci di Balìa, responsive, filze 87, 89, 90, 91). Non avrebbero neppure così spesso, come fanno qui ed altrove, riprodotto gli errori delle altre edizioni.
[67]. Vedi la lettera del 17 gennaio e quella del 24, ambedue firmate dal Vettori.