[68]. Nell'enumerare i 12 Cantoni la stampa pone Tona (Thun) invece di Zug.

[69]. In una breve Memoria, letta dal signor Alessandro Daguet a Neuchâtel, nella Società cantonale di storia, l'anno 1875, si dice: «Machiavel en personne est venu en Suisse. Il a passè quelques jours sur notre territoire, bien peu de jours, il est vrai; mais un temps suffisant pour donner à cet esprit pénétrant par excellence l'occasion de se faire une idée exacte de l'organisation politique des Confédérés, du fort et du faible de leurs institutions, et pour qu'il ait appris à connaître les traits distinctifs du droit public qui unissait les 12 Ligues ou Cantons, dont se composait en ce moment le corps helvetique.» Machiavel et les Suisses, Étude d'histoire nationale et étrangère (Extrait du Musée Neuchâtelois, juillet-aôut 1877): Neuchâtel, Wolfrath et Metzner, 1877. — I Cantoni erano in quel tempo dodici, gli altri essendo entrati solo più tardi nella Confederazione.

[70]. Prima lettera del 17 gennaio. In quel tempo era ambasciatore veneto presso Massimiliano Vincenzo Quirini, i cui dispacci trovansi inediti a Venezia; la sua Relazione fu pubblicata dall'Albèri (serie 1ª, vol. VI, pag. 5-58). In essa abbiamo (a pag. 39-41) altre notizie sulla Svizzera, che non è inutile paragonare con quelle date dal Machiavelli. Secondo lui, i dodici Cantoni potevano mandar fuori, lasciando ben fornito il paese, 13,000 fanti. La Lega Grigia poteva darne 6000, i Vallesi 4000, San Gallo ed Appenzel 3800. Ciascun cantone aveva la sua bandiera, i dodici ne avevano una in comune, e così la Lega Grigia. Nessuno poteva combattere, pena la vita e la confisca dei beni, contro il proprio stendardo, nè contro quello della Confederazione, i quali si potevano portare solo dai soldati mandati per accordi fatti coi Cantoni o con la Confederazione. Lodovico il Moro, per tornare nel proprio Stato (1500), assoldò molti di quegli Svizzeri che si chiamavano Freie, perchè andavano alla spicciolata con chi li pagava, senza aver proprio stendardo. E fu questa la ragione per la quale non vollero, e non potevano senza perder la patria e la roba, combattere contro quelli assoldati da Luigi XII, che avevano lo stendardo della Confederazione. Così ne seguì inevitabilmente la sua rovina, almeno secondo la narrazione del Quirini, il quale aggiunge che i Vallesi, i Grigioni, Appenzel e San Gallo avrebbero fatto lo stesso.

[71]. Lettera del 17 gennaio, firmata dal Machiavelli, più sopra citata.

[72]. Le due lettere del 25 e 31 gennaio sono pubblicate nelle Opere (P. M.), vol. V, pag. 271 e 276, tralasciando la più gran parte dei brani in cifra. Gli editori danno però le seguenti parole della lettera 25 gennaio, che sono anch'esse quasi tutte in cifra: — Per questa mi occorre scrivervi come questa lettera non contiene nulla; ma scrivesi acciocchè le vere si salvino, trovando questa. — Esaminando gli altri brani in cifra, si vede che veramente, come osservano gli stessi editori (P. M.), contengono parole che non hanno senso.

[73]. «In diesen späten Neuerung sprach Maximilian den Grundsatz aus, dass die in Deutschland fortdauernde Kaisergewalt von der Krönung durch den Papst unabhängig sei.» Gregorovius, Geschichte der Stadt Rom, volume VIII, pag. 53. — V. anche Ranke, Deutsche Geschichte in Zeitalt. d. Reform., I, 117.

[74]. Il 19 gennaio i Dieci avevano scritto al Vettori, che poteva promettere 40,000 ducati, facendo il primo pagamento di 16,000, quando Massimiliano fosse entrato in paese veramente italiano. Trento non doveva risguardarsi come tale, potendovi esso andare quando voleva, come in terra sua. Si potevano anche promettere 50,000 ducati, e pagarne 20,000 a Trento; ma ciò solo in caso d'urgenza estrema, e quando fossero certi della venuta. Il giudicare di ciò rimettevasi al Vettori. Opere (P. M.), vol. V, pag. 272.

[75]. Opere, vol. VII, lettera 8 febbraio, 186-187. Le parole scritte di mano del Vettori furono nelle varie edizioni stampate in modo scorrettissimo; ma nelle Opere (P. M.) vennero corrette sull'originale. Fra le altre cose, là dove le antiche edizioni dicono: «Al Machiavello manca gran danari; per me non ne mancherà ancora a lui:» bisogna leggere: «Al Machiavello, in mentre arò danari per me, non ne mancherà ancora ad lui.» Opere (P. M.), vol. V, pag. 288.

[76]. Leo, Storia d'Italia, lib. XI, cap. II, § V.

[77]. Abbiamo già altrove spiegato che queste parole significano: con la probabilità di 15 su 20, la lira fiorentina essendo di 20 soldi.