[158]. Lettera del 7 dicembre.
[159]. Questa descrizione egli riprodusse poi, con qualche variante di pura forma, nel libro V delle sue Istorie fiorentine (Opere, vol. II, pag. 45), come fu già notato dal Ranke, Geschichte der romanischen und germanischen Völker von 1494 bis 1514 (zweite Auflage. Leipzig, 1874), pag. *153 della 2ª parte del volume, intitolata: Zur Kritik neuerer Geschichtschreiber.
[160]. Debbo riconoscere che questo verso dà modo di sostenere che il Decennale Secondo sia stato composto più tardi, cioè qualche tempo dopo il 1512, anno in cui cadde la Repubblica e cominciarono davvero le sventure del Machiavelli. Egli avrebbe così cominciato a scrivere quando il decennio di cui voleva discorrere era finito o quasi. Resterebbe solo a spiegarsi, perchè mai si fermasse appunto al 1509, anno che certo ebbe per l'Italia una triste fine, che potè avere assai addolorato l'animo del Machiavelli. Si tratta in sostanza d'una cronica in versi, e non è impossibile che sia stata scritta interrottamente, a misura che gli avvenimenti seguivano, e quando l'autore aveva tempo libero. In ogni modo fra tali incertezze, mi parve opportuno parlare di questo brano del Decennale Secondo quando ebbero luogo gli avvenimenti che esso narra.
[161]. Decennale Secondo, nelle Opere, vol. V, pag. 374-80.
[162]. L'originale di questa lettera trovasi nell'Archivio fiorentino, Carte Strozziane, filza 139, a c. 216. Fu più volte copiata e venne poi pubblicata alquanto scorrettamente ed incompiutamente a pagina 1142, nella edizione delle Opere del Machiavelli, in un sol volume, stampato a Firenze, Usigli, 1857. La ripubblicò per intero il signor E. Alvisi, nel volumetto, Lettere familiari di N. Machiavelli. Firenze, Sansoni, 1883.
[163]. Carte del Machiavelli, cassetta IV, n. 55. Appendice, doc. VII.
[164]. Vedi nelle Opere (P. M.) i documenti pubblicati, vol. I, pagine LVIII e LIX. Da essi risulta che l'accordo fra Totto e Niccolò era stato fatto il 21 giugno 1508. Il 15 aprile 1511 gli ufficiali del Monte, «deliberaverunt quod onus Xe (Decimae) domini Bernardi de «Machiavellis.... describatur et ponatur poste domini Nicolai domini Bernardi de Machiavellis, etc.» Questi medesimi beni, aggiunge il Passerini, «vegliavano in conto dei figli di Niccolò Machiavelli «nel 1534,» quando si fece di nuovo il catasto.
[165]. Cioè camuffato.
[166]. La lettera autografa lascia così in tronco la frase.
[167]. Questa lettera, che si trova fra le Carte del Machiavelli, venne pubblicata dal Passerini nelle Opere (P. M.), vol. I, pag. LXXIII e segg.